Autore: admin

 

 

Sul mercato sono arrivati dei nuovi alleati per la postura corretta di chi vive in ufficio otto ore al giorno. Si tratta delle scrivanie elettriche per ufficio, utili perché si adattano alla persona che li ci lavora (e quindi non è più la persona che deve adattarsi alla scrivania) e perché lo fanno in maniera rapida, anche più volte al giorno.

Sappiamo che esistono dei piccoli accorgimenti da seguire per salvare la nostra schiena. Come ad esempio la regola dei 90 gradi, ergo testa allineata al collo e muscolatura del collo non in tensione; spalle che devono essere il più rilassate possibile e braccia appoggiata ai braccioli o alla scrivania in modo tale che il gomito formi un angolo di 90 gradi. Le gambe non dovrebbero essere accavallate e la schiena dovrebbe seguire le curve fisiologiche della colonna con l’osso sacro ben appoggiato allo schienale della sedia.

Tecnologia pratica ed ergonomica per le scrivanie per ufficio

Abbiamo sempre pensato che fosse la sedia per ufficio a fare la differenza, oltre alla nostra postura. Oggi invece la differenza la possono fare anche le scrivanie. Come? Con nuovi meccanismi meccanici o elettronici che permettono di alzare o abbassare la scrivania per adattarsi nel miglior modo possibile a chi quella scrivania la vive tutti i giorni. La scrivania dovrebbe essere alta circa 80 cm e la cosa ideale sarebbe fare dai 2 ai 4 cambi di posizione all’ora, stando anche in piedi non più di 20 minuti.

Stare in piedi in ufficio infatti sarebbe un toccasana per la schiena e non solo. Chi lavora in piedi davanti a una scrivania infatti sarebbe più energico e più produttivo, almeno stando agli studiosi del British Journal of Sports Medicine per cui bisognerebbe lavorare al computer anche stando in piedi.

Le standing desk non sono altro che un piano di lavoro con mouse e tastiera, mediamente da terra a 130 cm, con tastiera rialzata e inclinata di 15° e lo schermo all’altezza degli occhi in modo che la testa di chi lavora stia in asse non si pieghi in avanti. Scrivanie che possono alzarsi o abbassarsi nell’arco della giornata grazie a comandi meccanici o elettronici.

Gli standing desk potrebbero diventare effettivamente il modus operandi del futuro per tutti: in Scandinavia, secondo una stima, il 90 per cento dei colletti bianchi hanno accesso a postazioni di questo tipo. Ma nel Regno Unito ne dispone per ora soltanto l’1 per cento dei lavoratori e in altri paesi occidentali la percentuale è ancora più bassa

 

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Il misuratore di pressione, detto anche sfigmomanometro, è uno strumento finalizzato a misurare la pressione in casa. Sempre più persone fanno ricorso al misuratore di pressione per tenere sotto controllo la circolazione del sangue. L’alternativa è recarsi presso una farmacia o il proprio medico di base, ma questo non è sempre possibile soprattutto per le persone anziane o per chi ha difficoltà di movimento. Esistono sul mercato diverse tipologie di misuratori di pressione, alcuni manuali ed altri digitali, adatti alle esigenze ed alle necessità di ogni utente. Bisogna quindi tener conto anche delle caratteristiche e delle modalità di funzionamento di questo utile articolo.

Come scegliere il miglior misuratore di pressione? Innanzitutto è opportuno capirne il funzionamento. Il misuratore di pressione serve per monitorare la pressione sanguigna, calcolando la forza di sangue nel cuore, dove la pressione è più alta. La pressione arteriosa viene quindi controllata mediante lo sfigmomanometro, che indica i valori di minima e di massima. Ipertensione o pressione alta sono patologie che possono provocare infarti o ictus, quindi è bene tenerle sempre sotto controllo abbinando uno stile di vita sano ed un’alimentazione equilibrata e salutare. Al momento della misurazione è opportuno misurare la conferenza del braccio o del polso, in modo da ottenere una misurazione precisa. Per essere sicuri della buona qualità del prodotto bisogna controllare che abbia la certificazione EHS, rilasciata dalla Società Europea dell’Ipertensione.

Per il corretto utilizzo del misuratore di pressione è opportuno tenere a mente alcuni utili consigli. Per accertarsi del funzionamento dell’articolo bisogna confrontarlo annualmente con i valori di un apparecchio professionale, recandosi in farmacia o presso uno studio medico. Il misuratore di pressione contiene diversi componenti elettronici, quindi potrebbe essere molto sensibile ad interferenze da parte di altri strumenti come telefonini, forni a microonde, tablet, ecc. Per questo motivo è opportuno eseguire l’operazione in una stanza che sia priva di qualsiasi altro dispositivo elettronico, in modo da poter garantire il corretto funzionamento del misuratore di pressione.

In alcuni casi il misuratore di pressione, se non utilizzato in maniera corretta, potrebbe dare dei valori sfalsati. Per questo motivo è consigliabile effettuare due misurazioni a distanza di 5 minuti, e se i valori sono vicini sarà sufficiente effettuare una media. Per evitare di ottenere valori sballati, prima di sottoporsi alla misurazione della pressione è opportuno non assumere caffè o tè, che potrebbero alterare i valori corporei. Il prezzo del misuratore di pressione può oscillare da 20 a 100 euro, e varia in base alle sue funzionalità ed alle opzioni aggiuntive.

 

 

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Quando si sente parlare di dieta vegetariana, la paura più diffusa è che, eliminando la carne, la dieta non sia equilibrata e non abbia il corretto apporto di proteine e di ferro. In realtà si tratta di una paura infondata, dal momento che una dieta vegetariana equilibrata apporta la giusta quantità di tutti i nutrienti.
La prima regola, come in qualsiasi altra dieta, è quella di variare i cibi il più possibile.
Se si è deciso di cambiare il proprio stile alimentare e di diventare vegetariani, per prima cosa è fondamentale evitare le tentazioni. Siccome non si tratta di una scelta semplice e immediata, bisogna evitare di andare dal macellaio, cercare il più possibile di non entrare in contatto con carne e alimenti simili, evitando anche di comprare carne e pesce per altre persone.
La motivazione per avere successo è importante: perché si vuole diventare vegetariani? Solo credendo in se stessi e avendo sempre ben presenti le proprie motivazioni è possibile riuscire a portare avanti questa scelta.
Non per tutti le soluzioni drastiche sono quelle vincenti. Per alcuni il corpo ha bisogno di abituarsi a un nuovo regime alimentare. In questi casi bisogna pianificare la propria dieta, cominciando con il diminuire le quantità di carne, per arrivare con il tempo a eliminarla completamente.
L’assistenza di un esperto nutrizionista come www.dietologafalcieri.it può aiutare a stabilire un piano d’azione che si adatti alle nostre esigenze senza il rischio di superare limiti o di mancare obiettivi.
Quali alimenti non devono mai mancare in una dieta vegetariana?
Innanzitutto frutta e verdura , quest’ultima è meglio consumarla cruda, perché conserva i minerali, che vanno invece persi nella cottura.
Inoltre devono esserci ogni giorno legumi e cereali integrali: pane e pasta integrali, fagioli e lenticchie, ma anche quinoa, orzo, cous cous, per avere varietà.
Le proteine che di solito vengono ingerite con la carne devono essere compensate con proteine di origine vegetale, per questo i legumi sono importanti. La soia è un alimento che non può mancare in una dieta vegetariana: da sola contiene lo stesso apporto proteico della carne.
La frutta da sola non contiene tutte le vitamine necessarie, in particolare la B12 non è presente nella frutta. Come fare? Semplice: i latticini e le uova assunti settimanalmente permettono di integrare la vitamina nella propria alimentazione.
Anche il ferro è un componente importante e in una dieta vegetariana si trova in lenticchie, fagioli secchi, cicoria, spinaci, e frutta secca come fichi, mandorle e arachidi. In pochi, inoltre, sanno che il cacao amaro è l’alimento vegetale che contiene la maggior quantità di ferro.
Bisogna ricordarsi anche che l’assorbimento di ferro è agevolato dalla vitamina c, ma è inibito dal calcio e dai tannini.
Infine ecco due alimenti che non possono mancare in una dieta vegetariana, perché contengono moltissimi nutrienti fondamentali: il tofu e le alghe.

 

 

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Se stai seguendo un programma per la perdita di peso, è importante conoscere l’utilità delle fibre nell’ambito del dimagrimento. Mangiando fibra alimentare infatti il percorso di riduzione del grasso risulta più rapido e meno stressante, grazie ad un maggiore senso di sazietà che agevola il raggiungimento o la conservazione del tuo peso ideale.

Chi consuma cibi crudi e integrali, poco lavorati e preferibilmente insieme alla buccia, ha la capacità di tornare in forma più rapidamente anche nel caso in cui dovesse prendere qualche chilo.

Le fibre quindi sono un ‘ingrediente’ assolutamente da non sottovalutare nell’ambito di una dieta dimagrante: ma dove si possono trovare? Ogni vegetale contiene una parte di fibre che sono composte da una frazione insolubile che ha il compito di ripulire l’intestino in profondità e una frazione solubile che assume la consistenza del gel in presenza di acqua e migliora il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, evitando accumuli.

Fibre e dieta dimagrante: meno appetito e perdi peso più facilmente

In natura qualsiasi fibra alimentare naturale presenta entrambe le parti descritte, anche se alcuni cibi hanno una preponderanza dell’una o dell’altra frazione. La crusca ad esempio contiene prevalentemente fibre insolubili mentre le mele contengono soprattutto fibre solubili.
Le fibre insolubili vanno consumate con moderazione in caso di problemi al colon o se il proprio intestino è già sufficientemente reattivo.

Una volta che vengono ingerite, le fibre si mescolano ai succhi gastrici e all’acqua: successivamente iniziano ad aumentare di volume formando un bolo che tende a favorire il senso di sazietà espandendosi all’interno dello stomaco. Da qui il bolo raggiunge l’intestino e grazie alla sua composizione il transito risulta veloce, consentendo un minore assorbimento dei carboidrati e dei grassi. Se il nostro organismo assorbe quindi meno zuccheri, si riduce la spinta insulinica diminuendo anche l’accumulo del grasso determinando dal surplus di glucosio e lipidi che il corpo non riesce a smaltire in una troppo breve unità di tempo.

Quando le fibre fermentano nel colon producendo gas, acqua e acidi organici, favoriscono la salute della mucosa intestinale evitando il ristagno di tossine che potrebbero causare gonfiori e stitichezza.

I nutrizionisti sono d’accordo nel sostenere che siano sufficienti ogni giorno 35 grammi di fibre per la salute del proprio intestino e il raggiungimento del peso forma. Tuttavia tali fibre vanno assunte insieme a molti liquidi, almeno 1 litro e mezzo al giorno di acqua: in questo modo le molecole fibrose possono aumentare di volume e contrastare la fame, la stipsi e il sovrappeso.

Salute intestinale, fibre e dieta dimagrante: anche se pratichi sport

Se vuoi assumere più fibre dalla tua dieta, prediligi alimenti biologici in maniera da poterli consumare con la buccia in totale sicurezza. La buccia infatti è la parte più ricca di fibre e se i prodotti hanno subito pochi trattamenti, risultano di più semplice assimilazione. I cibi integrali, soprattutto i cereali, si riconoscono facilmente dal colore più scuro legato all’assenza di processi di raffinazione.

In aggiunta puoi valutare anche l’assunzione di un integratore di fibre specifico: alcuni prodotti contengono oltre alle fibre anche enzimi digestivi per rinforzare la capacità del tratto digerente, grazie ad estratti vegetali attivi come la bromelina e la papaina. La sinergia tra enzimi digestivi vegetali e fibre alimentari consente di favorire la digestione evitando i fastidiosi sintomi di gonfiore e stitichezza, contenendo l’appetito e favorendo il dimagrimento e la definizione muscolare. Si tratta quindi di prodotti particolarmente adatti non solo a chi si è messo a dieta ma anche a chi pratica sport con regolarità.

 

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Perdere 10 kg in meno di un mese

Haylie Pomroy questo il nome dell’ideatore della dieta definita del “Supermetabolismo”.

Ma cos’è il supermetabolismo?

Come si fa questa dieta?

Garantisce i risultati che diffonde e promuove?

Che rischi ci sono per l’organismo?

Come effettuarla?

Queste sono alcune delle domande che possono sorgere nella mente di coloro che sono incuriositi da una dieta che promette di far perdere 10 kg in meno di un mese.

Il fondamento della Dieta Supermetabolista

Nella sostanza questa dieta agisce come brucia grassi degli alimenti assunti.

Alcune specifiche che riguardano la dieta in questione sono:

  • La suddivisione in tre fasi della dieta stessa
  • Aiuto nell’accellerazione del metabolismo
  • Aiuto nel far perdere peso in minor tempo

La soglia è quella della perdita di 10 kg in poco meno di un mese, ovvero quasi 4 settimane, a seguire verrà illustrato un menù tipico di questa dieta ma non solo.

I benefici di questa Dieta

Quando si parla di benefici di un regime alimentare, viene subito in mente la riduzione della massa grassa, questo certamente viene confermato dalla dieta del Supermetabolismo, ma a tale risultato si aggiunge anche quello di una riduzione considerevole dei livelli di colesterolo cattivo (LDL) e anche un consolidamento del tasso glicemico.

Probabilmente sono queste le ragioni che hanno portato anche personaggi sportivi di un certo livello, a scegliere questo regime alimentare.

Come annunciato in precedenza a seguire riportiamo lo schema di questa dieta:

NOTE:

  • La dieta del Supermetabolismo ha durata complessiva di 28 giorni
  • La dieta del Supermetabolismo è divisa in tre fasi, alternate in 2 o al massimo 3 giorni
  • Tutte le fasi prevedono l’impiego di cibi diversi
  • La dieta si accompagna ad una costante attività fisica
  • Occorre effettuare invece che tre o quattro pasti al giorno, cinque e almeno ogni 3 o 4 ore.
  • Colazione entro 30 minuti da quando ci si alza dal letto la mattina
  • I cibi devono essere Biologici
  • Occorre bere almeno 30 cl di acqua per ogni chilo di peso che si ha
  • Accompagnare la dieta all’esercizio fisico che andrà svolto almeno tre giorni a settimana
  • Rispettare le tre fasi della dieta

Menù completo

1a Fase della Dieta:

Lunedì e Martedì i giorni della settimana in cui seguire questa prima fase, in questi giorni mangerete frutta, verdura, proteine e cereali.

Per la colazione occorrerà una porzione di cereali e frutta.

Poi ci saranno gli altri due pasti di 5 che saranno fatti di spuntini a base di frutta

Il pranzo e la cena verranno svolte con una porzione di cereali, una di proteine e molte verdure.

2a Fase della Dieta:

Questa fase riguarda i giorni di Mercoledì e Giovedì. In questi giorni cucinerete alle griglia verdure e assumerete proteine. Anche la cottura lessa o in umido si addice a questa fase.

Per la colazione e gli spuntini delle omelette di albumi vanno benissimo.

Il pranzo e la cena saranno svolte con carni bianche e magre e verdure grigliate.

3a Fase della Dieta:

I restanti tre giorni saranno quelli della terza fase di questa dieta.

In questa fase dovrete integrare i cibi grassi, cosa che fino al week end era mancata. Ovviamente si parla sempre di alimenti sani e non di junk food.

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Da molti anni ormai si sente parlare dei benefici della fangoterapia. Vediamo dunque quali sono i principali effetti benefici che ha sul corpo – e anche sulle mente:

  • azione antinfiammatoria: le alghe e i microrganismi disciolti nell’argilla e nell’acqua termale producono glicolipidi ad alta azione antiinfiammatoria, efficaci quanto il cortisone ma privi di effetti collaterali;
  • azione analgesica: le sostanze contenute nel fango stimolano la produzione di endorfine e quindi aumentano la soglia di sensibilità al dolore;
  • stimolazione della circolazione: grazie al calore si verifica una vasodilatazione che permette un corretto afflusso del sangue in tutto il corpo;
  • effetto detox: grazie alla sudorazione l’organismo espelle le tossine e assorbe i sali minerali contenuti nel fango.

Il fango termale delle zone dei Colli Euganei in Veneto, nello specifico quello di Abano, Montegrotto e Battaglia, è ricco di Phormidium ETS-05, uno speciale cianobatterio in grado di conferire al fango un elevato potere antiinfiammatorio e curativo. Per questa sua particolarità, il fango di Abano è l’unico brevettato presso l’ufficio Europeo dei Brevetti e viene considerato come un vero e proprio trattamento medico. Infatti è possibile servirsi del ticket sanitario per poter avere accesso alle cure di fangoterapia e bagni termali, grazie alle convenzioni degli hotel e centri della zona con il Sistema Sanitario Nazionale.

Il trattamento è diffuso in quattro tempi, di cui solo il primo riguarda l’utilizzo diretto del fango.

  • Il fango caldo (38°-42°) viene applicato sulle zone interessate dall’infiammazione, avendo cura di essere graduali nell’ applicazione e di evitare il petto e la testa, e viene lasciato in posa dai 15 ai 30 minuti.
  • Trascorso il tempo stabilito ci si sottopone ad una doccia calda e ad un bagno in acqua termale per circa 10 minuti.
  • Successivamente bisogna attendere per circa 30 – 60 minuti a riposo, avvolti in asciugamani caldi, per permettere al corpo di assorbire le sostanze benefiche e di espellere le tossine e le impurità attraverso la sudorazione.
  • Infine, ci si sottopone ad una serie di massaggi ad effetto tonificante o rilassante per stimolare la circolazione e il drenaggio dei liquidi.

Il fango termale è utile anche per i trattamenti estetici

I trattamenti di fangoterapia sono indicati per la cura dell’artrosi, dell’osteoporosi, dell’artrite, del mal di schiena e di molte altre patologie muscolari e ossee.

Tuttavia è possibile sfruttare le proprietà benefiche dei fanghi termali anche per scopi estetici, per curare la cellulite o per liberare la pelle del viso dalle impurità. Nel caso della cellulite, il fango fa aumentare la temperatura della pelle, dilatare i capillari, favorire la circolazione del sangue e soprattutto dei liquidi, che con il loro accumulo danno vita ai fastidiosi inestetismi; nel caso del peeling viso, è nuovamente il calore il responsabile degli effetti positivi, liberando i pori e attenuando gli arrossamenti grazie alle proprietà antiinfiammatorie del fango di Abano e Montegrotto.

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Il mondo della bicicletta è molto vasto, infatti oltre alle corse  su strada e la mountain bike sono presenti molte altre discipline, come ad esempio il downhill e il ciclocross.

Il ciclocross viene considerato un ibrido tra il ciclismo su strada e la mountain bike, visto che presenta caratteristiche di entrambi gli sport e viene praticato nel periodo autunnale e invernale, quando gli altri sport sono fermi ed è considerato dai ciclisti professionisti un ottimo allenamento in vista della nuova stagione.

La principale caratteristica del ciclocross è  che si svolge su percorsi molto brevi, massimo 5 km, dove si alternano dei tratti di asfalto e zone  sullo sterrato e sono presenti anche numerosi ostacoli e parti del percorso dove il ciclista è obbligato a caricarsi la bici sulle spalle.

Per praticare il ciclocross  bisogna essere ben allenati, poiché la presenza di continui saliscendi, che si caratterizzano per lo loro  elevata pendenza e una durata minima, al massimo 20 secondi, quindi il ciclista è obbligato a dover effettuare dei continui cambi nella frequenza della pedalata.

Le caratteristiche della bicicletta di ciclocross

Una bicicletta da ciclocross presenta diverse similitudini con quella da strada, infatti il suo telaio risulta essere molto leggero e sono presenti delle ruote molto sottili, che però a differenza della bici da strada hanno dei tacchetti molto spessi, che  servono per affrontare i tratti di sterrato.

Il telaio della bicicletta da ciclocross ha una forcella molto larga che serve per evitare che la ruota resti bloccata nel  fango infatti essendo il ciclocross uno sport praticato in inverno ci si trova spesso a dover correre con condizione atmosferiche avverse.

I freni della bicicletta sono a disco, mentre il cambio rispetto ad una bici normale è più corto, perchè durante la gara si devono affrontare  numerosi cambi di percorso e di velocità.

L’abbigliamento da ciclocross

Un’altra differenza nel ciclocross  viene riscontrata nel vestiario, che non è il tipico abbigliamento da strada, infatti gli atleti qui portano un body aerodinamico simile a quello che viene utilizzato nelle cronometro su strada.

La comodità nell’indossare il body è quella per l’atleta di ciclocross di essere  più libero nei movimenti ed evita di rimanere impigliati nei rami presenti lungo il percorso.

Come scarpe mtb vengono utilizzate quelle della mountain bike, che presentano un attacco con uno sgancio rapido, infatti è importante riuscire a sganciare il più veloce possibile il pedale, essendo presenti diversi tratti non percorribili in bicicletta, mentre la presenza dei tacchetti  delle scarpe evita di rimanere impanati nel fango.

 

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L’igiene orale risulta essere di grande importanza, poiché se questa non viene effettuata in maniera corretta si può andare incontro  a gravi problemi come carie e caduta dei denti

La prima cosa da fare per avere un’ottima igiene orale è scegliere un buon spazzolino, che sia adatto per i nostri denti e  per far questo dobbiamo sempre chiedere consiglio ad un dentista. 

In commercio oggi ci sono numerosi tipi di spazzolini che variano per prima cosa tra quelli manuali e quelli elettrici ed ognuno di queste spazzolini presenta diverse tipologie di testine e setole. Vediamo come scegliere quello giusto con i consigli di un noto dentista a Roma.

Spazzolino elettrico o manuale

L’utilizzo dello spazzolino elettrico o di  quello manuale dipende principalmente da quelle che sono le esigenze e il tipo di dentatura.

La prima grande differenza  tra i due spazzolini è che quello elettrico costa  di più, infatti se un buono spazzolino manuale può costare al massimo 3 euro per uno elettrico siamo decisamente su altre cifre  ed inoltre nel corso del tempo gli vanno cambiate le testine, perchè usarle una volta consumate può risultare deleterio per la vostra igiene orale.

Lo spazzolino elettrico  è molto più veloce  rispetto ad uno normale e permette  di avere una pulizia dei denti molto più profonda.

Ci sono degli esperti di igiene dentaria  secondo i quali l’uso eccessivo dello spazzolino elettrico potrebbe rovinare i denti  e viene consigliato a coloro che hanno delle gengive sensibili  di usare uno spazzolino manuale che presenti delle setole morbide.

Come scegliere lo spazzolino elettrico

Gli spazzolini elettrici che troviamo possono avere diverse tipologie di movimenti che comprendono  quelli circolari e quelli verticali ed hanno in media una velocità media  che oscilla tra i 3000 e 5000 giri, mentre quelli più professionali arrivano fino a 9000 giri.

Solitamente lo spazzolino elettrico presenta un timer per la durata, che ci indica il tempo perfetto per la pulizia che si attesta sui 2 minuti  circa, durante i quali si deve passare lo spazzolino sulle 4 cavità orali.

AlcunI modelli  presentano un segnale acustico che ci avverte quando dobbiamo cambiare cavità e quando sono passati i due minuti.

Alcuni modelli di spazzolino elettrico  presentano uno spia rossa, che risulta essere molto utile per coloro che hanno le gengive  delicate, infatti ai primi lavaggi  le gengive possono sanguinare e la spia ci indica quando stiamo premendo troppo con il nostro spazzolino.

Per coloro che non vogliono spendere  soldi per comprare uno spazzolino elettrico, c’è la possibilità di prendere  quelli a batteria che presentano un  forza di 4.500 oscillazioni al minuto.

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Per diventare Coach Professionista il primo passo è frequentare un Master che indirizzi ed avvii a questa professione che è regolamentata dalla Legge 4 del 2013. Il Master in Coaching Evolutivo, così come ideato ed erogato ormai in otto edizioni dai Trainer Coach ICTF, rappresenta un’interessante e concreta opportunità di qualifica professionale. La Scuola infatti è allineata alle linee guida delle principali federazioni di Coach nazionali ed internazionali. In questi anni di intenso lavoro la scuola ICTF ha formato più di 100 Coach e oltre la metà di essi opera attivamente in questa nuova area professionale.

Il gruppo ICTF, composto da 6 Coach di lunghissima esperienza, è nato 5 anni fa proprio con l'intenzione di generare sinergia e apprendimento dal confronto tra professionalità ed expertise differenti, riconoscendosi di fatto in una Learning Community dove ciascuno poteva allo stesso tempo insegnare proprie conoscenze ed apprenderne di nuove in uno scambio reciproco e continuo. Proprio da questo scambio è nato – tre anni fa – questo Corso che integra competenze ed esperienze diverse, mettendo a fattor comune gli elementi che fanno realmente la differenza nel facilitare cambiamenti e apprendimenti nelle persone.

I Coach fondatori di ICTF sono Coach accreditati dalle più importanti associazioni nazionali e internazionali. Alcuni di noi agiscono più in ambito aziendale e corporate, altri invece più in ambito Life/personale.  La diversità di stile, esperienza e background è uno dei valori aggiunti che i nostri allievi maggiormente apprezzano. Queste alcune testimonianze sul Master in Coaching Evolutivo:

“La mia esperienza in questi mesi è stata ricchissima……di nuovi apprendimenti, nuove relazioni e tante tante emozioni positive. Si sono aperti davanti a me entusiasmanti orizzonti di crescita evolutiva che non vedo l’ora di percorrere con i nuovi strumenti acquisiti, con una rinnovata consapevolezza delle mie risorse …”. (Tiziana Pellicciaro FOGGIA)

“Il materiale del corso e l’organizzazione in generale mi hanno permesso di acquisire delle nuove competenze, ma anche di avere a disposizione dei nuovi tool da integrare nella vita di tutti i giorni per vivere in maniera diversa i rapporti. E’ stato fornito un buon mix di metodi e la facilitazione dei TrainerCoach è stata molto efficace”.  (Luciana Romanazzo ROMA)

“Esperienza estremamente positiva! La formula mista piattaforma più week-end mi ha molto agevolata, considerato che ho famiglia. L’abbinare la teoria alla pratica è stato fondamentale per l’apprendimento”  (Nicoletta Zanetti PORDENONE)

Attraverso il Master in Coaching evolutivo abbiamo voluto creare un Percorso di formazione per Coach professionisti che allo stesso tempo potesse essere un Percorso di autoconsapevolezza e di cambiamento, una "Palestra" di scoperta dei propri talenti, nel quale i partecipanti potessero ritrovare una propria direzione ed un proprio senso.

Altre caratteristiche che rafforzano ulteriormente l’efficacia del nostro MASTER, sono il necessario approccio pratico ed esperienziale: lungo i sei mesi di corso i nostri allievi sono impegnati costantemente in attività di coaching ed esercizi applicativi, ricevendo feedback individuali e personalizzati; molto apprezzata anche la modalità di erogazione basata, oltre che su due incontri in presenza, sull' ampio utilizzo della videoconferenza che consente di seguire il Master comodamente da casa; ma sopratutto l’approccio “evolutivo”, cioè la formazione di Coach professionisti che integrano all’Azione insita nel cambiamento anche gli aspetti della consapevolezza Corporea ed Emozionale: l'approccio del Coaching evolutivo – nel quale ci riconosciamo – oltre a risultati e performance pone particolare enfasi anche alla felicità, al benessere personale e alla acquisizione di senso, esigenza molto sentita oggi anche nelle aziende.

La prossima edizione del Master in Coaching evolutivo inizierà il prossimo 25 ottobre… e per chi si iscrive entro il 7 ottobre è previsto uno sconto sulla quota di iscrizione (ultimo early bird)

Vittorio Balbi TrainerCoach® ICTF

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Dopo l’estate, infatti, e l’effetto benefico del sole, è facile che ricompaia qualche fastidioso e antiestetico problema di acne, legato soprattutto alle impurità accumulate dalla pelle nel corso dell’estate.

Estate, non solo benefici

Che la pelle acquisti una immagine migliore nel corso dei mesi estivi è vero.

Che sia il sole a svolgere una benefica attività antiinfiammatoria, con effetti diretti sulla comparsa dei brufoli, o meno è tutto da verificare ma l’estate rappresenta il periodo dell’anno in cui l’aspetto della pelle si presenta migliore, ringiovanito e in salute.

Nonostante ciò, però, bisogna prestare attenzione alla salute di viso e occhi perché proprio in questi mesi, a causa del caldo, aumenta la produzione di sebo che all’inizio dell’autunno può trasformarsi in piccoli, antipatici brufoletti.

La zona T (fronte, naso e mento), infatti, sottoposta agli stress della stagione estiva, tende ad assumere un aspetto particolarmente lucido.

Come intervenire

Per correre ai ripari è importante pulire spesso la pelle del viso e rinfrescarla. Acqua dolce o acque termali spray sono la metodologia più indicata da usare.

 Importante è anche la scelta dei cosmetici. Meglio se oil free, lasciano respirare la pelle in modo corretto e sufficiente.

I prodotti nati proprio per rispondere alle esigenze della pelle più grassa aiutano anche a rinforzare le difese naturali della pelle stessa, ecco perché non è consigliabile sospendere del tutto la loro applicazione in estate ma è preferibile sostituirle con una modalità più leggera, di facile assorbimento.

La pulizia del viso deve essere un appuntamento da non mancare, anzi. Mattina e sera è importante ritagliare qualche minuto alla cura e alla pulizia della pelle, con una detersione puntuale e, almeno una volta a settimana, l’applicazione di una maschera disinfettante.

Mangiare bene per essere in forma e splendenti

L’alimentazione riveste un ruolo di primo piano anche nella battaglia contro l’acne.

Mangiare in maniera corretta, sana ed equilibrata, infatti, favorisce un intervento diretto sui processi di equilibrio della produzione di sebo.

 Limitare il ricorso a cibi ricchi di grassi, infatti, preferendo un regime alimentare in linea con i dettami della dieta mediterranea, riduce la produzione di sebo, con effetti benefici sulla pelle, sulla sua luminosità e sulla sua tonicità.

 A sostenere il contributo che la dieta mediterranea può apportare alla salute della pelle è anche un recente studio portato avanti dal Polo universitario Pontino di Terracina e dall’università La Sapienza di Roma.

Dalla ricerca emerge che questo particolare regime alimentare fa degli alimenti con un basso indice glicemico i suoi pilastri. Un elemento che contrasta la produzione di sebo, a beneficio della pelle.

Un aiuto dal magnesio

Altro elemento fondamentale nella battaglia contro i brufoli e le fastidiose cicatrici che l’acne può lasciare dietro di sé è il magnesio supremo.

Si tratta di un minerale dalle potenzialità straordinarie, noto proprio per la sua capacità di tutelare giovinezza e bellezza.

Un interessante approfondimento sulle proprietà del magnesio supremo è offerto dal portale dedicato alla bellezza e alla salute AlMeglio.it, una guida pratica allo stare in forma.

 In particolare, il magnesio supremo aiuta la rigenerazione cellulare e aumenta l’elasticità dei tessuti.

Contro l’acne, in particolare, si consiglia non solo l’assunzione del magnesio come integratore, ma anche la pulizia della pelle con una soluzione composta da polvere di magnesio sciolta nell’olio di neem.

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