Autore: Andrea Degli Antoni

 

 

Quando si sente parlare di dieta vegetariana, la paura più diffusa è che, eliminando la carne, la dieta non sia equilibrata e non abbia il corretto apporto di proteine e di ferro. In realtà si tratta di una paura infondata, dal momento che una dieta vegetariana equilibrata apporta la giusta quantità di tutti i nutrienti.
La prima regola, come in qualsiasi altra dieta, è quella di variare i cibi il più possibile.
Se si è deciso di cambiare il proprio stile alimentare e di diventare vegetariani, per prima cosa è fondamentale evitare le tentazioni. Siccome non si tratta di una scelta semplice e immediata, bisogna evitare di andare dal macellaio, cercare il più possibile di non entrare in contatto con carne e alimenti simili, evitando anche di comprare carne e pesce per altre persone.
La motivazione per avere successo è importante: perché si vuole diventare vegetariani? Solo credendo in se stessi e avendo sempre ben presenti le proprie motivazioni è possibile riuscire a portare avanti questa scelta.
Non per tutti le soluzioni drastiche sono quelle vincenti. Per alcuni il corpo ha bisogno di abituarsi a un nuovo regime alimentare. In questi casi bisogna pianificare la propria dieta, cominciando con il diminuire le quantità di carne, per arrivare con il tempo a eliminarla completamente.
L’assistenza di un esperto nutrizionista come www.dietologafalcieri.it può aiutare a stabilire un piano d’azione che si adatti alle nostre esigenze senza il rischio di superare limiti o di mancare obiettivi.
Quali alimenti non devono mai mancare in una dieta vegetariana?
Innanzitutto frutta e verdura , quest’ultima è meglio consumarla cruda, perché conserva i minerali, che vanno invece persi nella cottura.
Inoltre devono esserci ogni giorno legumi e cereali integrali: pane e pasta integrali, fagioli e lenticchie, ma anche quinoa, orzo, cous cous, per avere varietà.
Le proteine che di solito vengono ingerite con la carne devono essere compensate con proteine di origine vegetale, per questo i legumi sono importanti. La soia è un alimento che non può mancare in una dieta vegetariana: da sola contiene lo stesso apporto proteico della carne.
La frutta da sola non contiene tutte le vitamine necessarie, in particolare la B12 non è presente nella frutta. Come fare? Semplice: i latticini e le uova assunti settimanalmente permettono di integrare la vitamina nella propria alimentazione.
Anche il ferro è un componente importante e in una dieta vegetariana si trova in lenticchie, fagioli secchi, cicoria, spinaci, e frutta secca come fichi, mandorle e arachidi. In pochi, inoltre, sanno che il cacao amaro è l’alimento vegetale che contiene la maggior quantità di ferro.
Bisogna ricordarsi anche che l’assorbimento di ferro è agevolato dalla vitamina c, ma è inibito dal calcio e dai tannini.
Infine ecco due alimenti che non possono mancare in una dieta vegetariana, perché contengono moltissimi nutrienti fondamentali: il tofu e le alghe.

 

 

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In cucina misurare la temperatura degli alimenti è sinonimo di successo, in quanto solo in questo modo le pietanze risultano più gustose, cotte al punto giusto e non perdono le loro caratteristiche specifiche. Una carne troppo cotta, per esempio, rischia di essere dura, mentre una torta cotta troppo poco, risulta cattiva. Inoltre controllare sempre la cottura e sapere quando fermarla permette un risparmio energetico notevole perché si evita un dispendio quando questo non è necessario:
Da questa breve introduzione è facile capire che un termometro da cucina professionale è un accessorio fondamentale non solo per gli chef e i cuochi di professione, ma anche per chi in cucina trascorre il proprio tempo libero e ama, magari, preparare cene per amici e parenti.
Esistono moltissimi tipi di termometri, che si differenziano per l’uso e le caratteristiche, ma in pochi sanno che ogni alimento ha bisogno del suo termomentro, perché la cottura sia controllata nel modo corretto. Come scegliere quindi lo strumento più adatto per noi? Innanzitutto bisogna sapere che, oltre ai termometri classici, ora sono molto diffusi sul mercato anche i termometri laser, che sono molto utili soprattutto per il controllo della temperatura dei liquidi. Sono comodi e innovativi, semplici da usare e proprio per questo stanno avendo una diffusione sempre più massiva.
I termometri laser possono essere impiegati anche in altri ambiti, oltre a quello culinario, ma in cucina possono essere usati con facilità anche da non professionisti. Un termometro laser di medio livello può misurare la temperatura di qualsiasi massa, dagli alimenti al piano di cottura. E’ molto utile, per esempio, per misurare la temperatura di un forno a legna. Bisogna tenere presente che questo tipo di termometro è particolarmente efficace se posizionato a una distanza he va dai 10 ai 30 centimetri. Per effettuare la misurazione basterà indirizzare il sensore del termometro verso l’alimento, l’acqua o comunque ciò di cui si necessita l’informazione, schiacciare il “grilletto” e attendere qualche secondo, fino a che non comparirà il valore sul display.
I termometri classici si differenziano per forma e per la portata della temperatura. I più evoluti possono rilevare la temperatura anche di prodotti freddi, mentre quelli specifici per gli arrosti e l’olio di frittura, invece, partono da circa 20 gradi di portata.
Esistono, comunque, moltissimi tipi di termometro da cucina: per il cioccolato, per i vini, per lo yogurt, per le carni, per i fritti. Ciascuno ha caratteristiche precise che lo differiscono dagli altri per forma e performance.

 

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