Autore: redapost

Endoscopia Digestiva

Che cosa è la Endoscopia Digestiva

L’ endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica che consente di visionare direttamente alcuni organi dall’interno. Con questa tecnica è possibile verificare l’eventuale presenza di alterazioni della mucosa che riveste l’esofago, lo stomaco, l’intestino e il colon. L’endoscopia utilizza specifici strumenti (endoscopi), piccoli tubi flessibili che contengono al suo interno sottilissime fibre ottiche capaci di convogliare immagini ad alta definizione e una piccola videocamera che consente di visualizzare le zone interessate in tutta sicurezza. Gli esami che più frequentemente vengono eseguiti in endoscopia sono la gastroscopia, specifica per esaminare direttamente l’esofago, lo stomaco ed il duodeno, e la colonscopia, che mira a visualizzare tutto il colon e anche l’ultimo tratto dell’intestino tenue (ileo).

Funzione diagnostica e terapeutica della endoscopia digestiva

L’endoscopia digestiva è inoltre una importante tecnica con una doppia funzione. Una funzione diagnostica, necessaria per esaminare gli organi dell’apparato digerente, e quindi diagnosticare una malattia anche con l’ausilio di biopsie. E un importante funzione terapeutica mediante tecniche operative quali polipectomia, mucosectomia, asportazione corpi estranei, emostasi di sanguinamenti ecc. L’endoscopia si effettua in ambulatorio e si pratica in sedazione cosciente.

Che cosa è l’esame di Gastroscopia

La gastroscopia rientra in quelli esami che fanno parte dell’endoscopia digestiva. Questo esame si effettua inserendo, attraverso la bocca, uno strumento flessibile (gastroscopio) alla cui estremità è posta una telecamera per l’acquisizione delle immagini in alta definizione. Attraverso l’introduzione del gastroscopio è possibile osservare la parte iniziale dell’intestino. E’ pertanto l’esame diagnostico che permette di trattare patologie quali ulcere , sanguinamenti acuti e permette l’asportazione di tumori benigni e maligni in una fase molto precoce. Inoltre l’endoscopia serve a diagnosticare patologie quali l’infezione da Helicobacter pylori e la malattia celiaca. Nel caso di presenza di un’infiammazione della mucosa, il gastroscopio serve come strumento di prelevamento di campioni di tessuto (biopsia). Il campione viene osservato al microscopio, e in tal modo si assicura così un’analisi ed una diagnosi ancora più accurata, valida per l’impostazione di un corretta terapia.

Quando si esegue la Gastroscopia

Di solito si richiede l’esame di gastroscopia quando esiste il sospetto di una patologia a carico dell’esofago, dello stomaco e del duodeno ma anche per valutare l’evoluzione di una malattia già diagnosticata.

In cosa consiste la preparazione.

E' necessario presentarsi a digiuno per almeno 8 ore per garantire l’assenza di residui di cibo. Nella maggioranza dei casi non è necessario, tuttavia in casi di assunzione di anticoagulanti orali il paziente dovrà necessariamente segnalare la terapia all’atto della prenotazione in modo da poter fornire le indicazioni sull’eventuale sospensione della terapia.

Come si esegue la gastroscopia

Il paziente viene fatto accomodare su un lettino sdraiato sul lato sinistro. Prima di effettuare l’introduzione dell’ strumento viene somministrata la sedazione per via endovenosa e l’anestesia locale del cavo orale per agevolare il passaggio dello strumento. L’esecuzione inizia con l’introduzione del gastroscopio nel cavo orale che viene fatto scendere lentamente e delicatamente lungo l’esafago, per arrivare allo stomaco ed al duodeno. Viene poi immessa aria per garantire una visione ottimale delle pareti. L’immagini ottenute dallo strumento vengono proiettate su un monitor ad alta definizione che rende possibile la visualizzazione nitida e precisa di strutture millimetriche.

Quanto dura l’esame

La durata dell’esame è solitamente di 10-15 minuti. Al termine dell’indagine il medico consegna il referto con l’esito del’esame al paziente. L'esito dell’esame istologico effettuato sulle biopsie viene fornito successivamente.

Dove eseguire l’esame di endoscopia digestiva

Numerose sono le strutture a Bologna dove richiedere ed eseguire l’esame. Presso l’Ospedale Privato Gruppioni è possibile ottenere l’appuntamento per tale esame in tempi molto ristretti, affidandosi sempre a personale medico altamente specializzato, e ad una struttura modernamente attrezzata. Per contatti, telefonare al numero 051 625 1027 o inviare mail a info@riabilitazionegruppioni.it

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La paura dei buchi in realtà è ‘solo’ schifo: sfatato il mito della tripofobia

La tripofobia, comunemente nota come “paura dei buchi”, si manifesta con una risposta fisiologica molto più vicina a quella del disgusto che a quella della paura. In altri termini, secondo gli scienziati dell’Università Emory di Atlanta (Stati Uniti) che hanno condotto la ricerca, la tripofobia non sarebbe una vera e propria fobia. Del resto questo disturbo, legato a un’avversione per le immagini e gli oggetti che presentano pattern circolari ripetuti – come un innocuo baccello di loto o le bollicine del caffè -, non è ancora riconosciuto ufficialmente nel “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” dell’American Psychological Association, tuttavia ne soffrono moltissime persone, e diversi studi sono stati condotti per inquadrarlo correttamente. Ora è stata osservata una risposta fisiologica – il restringimento delle pupille – che potrebbe finalmente far luce sulla condizione.

Gli studiosi, coordinati dagli psicologi Stella F. Lourenco e Vladislav Ayzenberg, hanno coinvolto due gruppi di studenti (da 41 e 44 partecipanti rispettivamente) e li hanno sottoposti alla visione di alcune immagini. Venti rappresentavano animali pericolosi come ragni e serpenti; venti erano in grado di suscitare repulsione nei tripofobici (come i suddetti baccelli del loto); altre venti erano invece immagini di controllo, con animali innocui e schemi ripetitivi ad alto contrasto non associati alla tripofobia. Durante l’osservazione delle immagini i partecipanti sono stati monitorati con una tecnologia di eye tracking, in grado di determinare anche l’ampiezza dell’apertura pupillare.

Com’è noto, le dimensioni della pupilla variano in base alla situazione, e quando si è impauriti e il corpo si prepara al ‘combatti o fuggi’ si dilata, in associazione a un aumento del battito cardiaco e ad altri parametri fisiologici. Questa reazione è guidata dal sistema simpatico, ed è stata rilevata nei partecipanti impegnati nell’osservazione delle immagini con animali pericolosi. I ricercatori si aspettavano che le immagini in grado di scatenare la tripofobia avrebbero innescato una reazione simile, ma in realtà la pupilla dei partecipanti si è ristretta e il loro battito cardiaco è diminuito; questo tipo di risposta è guidato dal sistema parasimpatico ed è compatibile con quella del disgusto. “In superficie, le immagini di animali pericolosi e i raggruppamenti di buchi suscitano entrambi una reazione avversa”, ha sottolineato il professor Ayzenberg. “I nostri risultati, tuttavia, suggeriscono che le basi fisiologiche per queste reazioni sono diverse, anche se l’avversione generale può essere radicata in proprietà visive spettrali condivise”, ha aggiunto il ricercatore.

In uno studio del 2013 chiamato “Fear of Holes” condotto dall’Università di Essex si propose una base evolutiva della tripofobia, che sarebbe stata legata dalla paura ancestrale verso pericoli come ragni, serpenti e alveari di calabroni, che presentano pattern ripetuti circolari. In una ricerca dell’Università del Kent, d’altro canto, gli scienziati hanno trovato un legame più stretto col disgusto e la repulsione, in particolar modo verso malattie infettive e raggruppamenti di parassiti che presentano anch’essi pattern circolari. La nuova indagine non ha fatto altro che mettere in luce la base fisiologica della tripofobia, che è appunto più vicina al disgusto e non alla paura. I dettagli dello studio americano sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PeerJ.

Se sei tripofobico ti sconsigliamo di guardare queste immagini, se non lo sai, scoprilo:

[Credit: Gellinger]

Fonte: La paura dei buchi in realtà è ‘solo’ schifo: sfatato il mito della tripofobia

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Vene malate nelle gambe: un problema di estetica e di salute

Il sistema venoso delle gambe è costituito da vene interne esterne e di connessione. Vengono chiamate anche vene profonde, superficiali e vene del ponte. Mentre le arterie portano il sangue alle estremitć e agli organi, le vene sono vasi sanguigni che forniscono il sangue al cuore. Ciò significa che riportano il sangue al cuore. In tale modo nell’organismo umano il sangue circola costantemente.

Spesso possiamo sentire che qualcuno ha una buona o una cattiva circolazione. Come sarà la circolazione, dipende dalle condizioni di salute dei nostri vasi sanguigni. I vasi sanguigni sono costituiti da arterie, arteriole, vene e capillari. Un bon flusso del sangue delle gambe è indice dei vasi sanguigni sani. Lo scarso flusso del sangue indica che si è verificato il deposito di grassi sulla parte interna dei vasi sanguigni. Inoltre può essere indice di comparsa di un disturbo alla tonicità delle vene, più precisamente dello stato normale della tensione delle vene. L’elasticità delle vene e delle arterie è indebolita, il che impedisce un flusso normale del sangue attraverso il nostro corpo. Allora diciamo di avere una cattiva circolazione, compaiono la stanchezza e il dolore alle gambe. Le gambe sono fredde e spesso colpite dai dolorosi crampi.

Vene profonde, superficiali e a ponte

Le vene delle gambe si trovano in uno strato di grasso immediatamente sotto la pelle. Hanno il compito di regolare il calore e sono visibili a occhio nudo. Quando si parla delle vene varicose (varici), si pensa proprio a queste vene. Hanno lo stesso tipo di valvola come le vene profonde, ma non sono circondate da muscoli. Quindi, il sangue in queste vene fluisce più lentamente verso il cuore rispetto al sangue nelle vene profonde. Molto sangue che scorre lungo le vene superficiali viene reindirizzato nelle vene profonde attraverso le vene a ponte.

Le vene profonde sono collocate nei muscoli e lungo le ossa. Esse portano il 90% e passa del sangue dalle gambe verso il cuore. La valvola unidirezionale nelle vene profonde impediscono al sangue di scorrere indietro. I muscoli che circondano queste vene le premono costantemente e in tale maniera il sangue scorre più velocemente verso il cuore. E’ simile al premere il tubetto del dentifricio. Le vene profonde non sono visibili a occhio nudo e non potete sentirle con la mano.

Tra le vene superficiali e quelle profonde si trovano delle vene corte, dei ponticelli, quelle che collegano le vene superficiali e le vene profonde. Vengono denominate vene a ponte (vene perforanti o comunicanti). Esse portano il sangue dalle vene superficiali alle vene profonde, ma non il contrario.

Che effetto fanno le vene varicose alle nostre gambe

I vasi sanguigni malati delle gambe si manifestano per lo più come vene varicose e capillari rotti.

  • Le vene varicose (varici) si trovano nelle gambe, proprio sotto la superficie della pelle. Si manifestano come visibili ingrossamenti sulla pelle che possono essere anche molto dolorosi.
  • Le vene del ragno (teleangectasie) son vene minute sulle gambe. Con il loro aspetto ricordano la ragnatela. Non sono vene varicose.
  • Le vene reticolari (capillari rotti) sono larghe 2-4 mm. Compaiono sulle gambe e in viso. Rappresentano il sistema di vene più piccole raggruppate.

Le vene malate sono un problema di estetica e di salute. Possono provocare il bruciore, il prurito, l’infiammazione e il gonfiore delle gambe e delle vene stesse. Il dolore è insopportabile. E’ comune anche la comparsa di coaguli di sangue e della trombosi venosa nelle vene profonde e superficiali. Le vene sporgenti, varicose deformano la pelle delle gambe e creano diverse irregolarità. Le vene a ragno e i capillari rotti si manifestano sotto forma di fili interrotti bluastri e violacei. Tutte queste irregolarità sulla pelle sono visibili, dolorose e per nulla gradevoli da vedere.

L’attività fisica come prevenzione alle vene varicose

Sane abitudini di vita sono un’ottima prevenzione alle vene varicose. Camminate a ritmo sostenuto, passeggiate, pilates, fitness e la corsa in bicicletta sono delle ottime attività per il rafforzamento del sistema venoso. Anche il nuoto, l’alpinismo e la corsa hanno un ottimo effetto sulle gambe e sul sistema cardiovascolare e quindi è auspicabile praticarli il più spesso possibile.

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Capperi: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

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Capperi

I capperi sono i boccioli dei fiori della pianta che prospera soprattutto nelle regioni del Mediterraneo. Grazie alle loro proprietà terapeutiche e nutrizionali erano già conosciuti in tempi antichi.

La pianta dei capperi, nome scientifico Capparis Spinosa, appartiene alla famiglia delle Capparidaceae. Le sue foglie sono tondeggianti mentre i suoi fiori sono di colore bianco e molto odorosi.

Le parti commestibili che vengono utilizzate a scopo alimentare dei capperi sono contenute nei boccioli dei fiori.

I capperi sono diffusi nell’area mediterranea e crescono in modo spontaneo sui terreni calcarei, necessitano di pochissima acqua per vivere e svilupparsi.

Indice

Sono stati utilizzati a scopo gastronomico fin dai tempi più antichi. Il medico e farmacista greco Dioscoride, nel 70 d.C. circa,  ne parlò nella sua opera De Materia Medica. Qui li descriveva come un alimento diuretico ed efficace contro il mal di denti.

La raccolta avviene nei mesi estivi in coincidenza con il periodo di fioritura della pianta, in particolare è importante che vengano colti non appena i boccioli germogliano.

Composizione Chimica

Composizione chimica per 100 g di prodotto

Acqua g 83,5
Proteine g 2,3
Carboidrati g 4,9
Fibre g 3,2
Zuccheri g 0,4
Grassi g 0,8
Ceneri g 8
Minerali
Sodio mg 2960
Calcio  mg 40
Potassio  mg 40
Ferro  mg 1,6
Fosforo  mg  10
Selenio  mcg 1,2
Magnesio  mg 33
Zinco  mg 0,3
Rame  mg  0,3
Manganese  mg 0,08
Vitamine
Vitamina A IU 136
B1 mg 0,02
B2 mg 0,14
B3 mg 0,6
B5 mg 0,03
B6 mg 0,02
Vitamina C mg 4,3
Vitamina E mg 0,9
K mcg 24,5
Beta Carotene mcg 83
Folati mcg 23

Contengono inoltre rutina e quercetina (rispetto al proprio peso è la pianta che ne contiene la percentuale più elevata), una sostanza appartenente al gruppo dei flavonoidi ed in possesso di proprietà antiossidanti che sappiamo essere in grado di apportare benefici all’organismo umano.

Calorie 

Sono un alimento con poche calorie, 100 grammi hanno una resa pari a 23 kcal.

Capperi: Proprietà e Benefici

Capperi: proprietà e benefici

Antitumorali ed Antinfiammatori

Grazie alla grande quantità di quercetina, che abbiamo visto essere un antiossidante naturale, i capperi svolgono una funzione anti infiammatoria e la stessa quercetina è ora allo studio per le sue ipotetiche proprietà antitumorali.

Questi alimenti vegetali sono anche una buona fonte di vitamina E che aiuta le cellule a mantenere la loro integrità. Uno studio del 2014 ci spiega le proprietà antitumorali di questo alimento.

Emorroidi

Dalle radici della pianta si ricava una tintura oleosa che viene utilizzata per la cura delle emorroidi e per le infiammazioni della bocca.

Sistema Immunitario

Questi alimenti vegetali sono stati studiati anche per la loro capacità di rafforzare il sistema immunitario. Secondo uno studio condotto su animali i capperi sono stati in grado di potenziare il loro sistema immunitario.

Gli estratti di cappero hanno aumentato l’attività dei fagociti negli animali sottoposti ai test. Secondo uno studio recente del 2016 chi consuma questi vegetali ha sicuramente un sistema immunitario più efficiente.

Raggi Ultravioletti

I raggi ultravioletti possono essere pericolosi per la salute, infatti possono essere la causa di tumori alla pelle come il melanoma. Secondo uno studio del 2002 questi vegetali contengono composti con proprietà foto-protettive.

La loro regolare assunzione protegge la pelle dai dannosi effetti dei raggi ultravioletti. Riducono il rossore e gli eritemi provocati da una lunga esposizione ai raggi solari.

Idratano la Pelle

L’assunzione regolare di capperi apporta benefici alla pelle. Questi infatti la idratano e danno sollievo in caso di secchezza. Per approfondire puoi consultare questo studio.

Flatulenza

Hanno proprietà utili ad alleviare il mal di stomaco e la flatulenza, funzionano anche come stimolanti dell’appetito.

Anti Allergici

Un recente studio condotto dalle università di Catania e Messina ha dimostrato come questa pianta sia in possesso di sostanze con proprietà in grado di combattere alcuni tipi di allergia della pelle.

L’idea dello studio è nata dall’osservazione delle caratteristiche particolari di questa pianta che riesce a svilupparsi in territori particolarmente caldi e aridi.

Stimolanti

Ai capperi vengono riconosciute proprietà stimolanti che esplicano i loro benefici soprattutto nei confronti dell’appetito e nel processo digestivo.

Abbassa il Colesterolo

La rutina contribuisce a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue. Funziona in particolar modo nelle persone obese ed inibisce la formazione di pericolose placche nelle arterie. In questo modo si hanno benefici per il sistema cardiovascolare. Anche i germogli della pianta contengono una sostanza utile a ridurre il colesterolo LDL, la niacina.

Per approfondire questa proprietà dei capperi puoi consultare questo studio in lingua inglese.

Capperi al Sale

Diabete

Sono un alimento utile alle persone che soffrono di diabete. La ricerca ha dimostrato che questo vegetale contiene sostanze che aiutano a ridurre i livelli di zucchero nel sangue. Il loro consumo inoltre migliora il funzionamento del fegato nelle persone diabetiche senza avere effetti collaterali sui reni.

Per approfondire questo argomento puoi consultare uno studio del 2015 ed uno del 2013, entrambi in lingua inglese.

Perdita di Peso

I capperi hanno un buon contenuto di fibre ed un basso apporto calorico. Questa combinazione è perfetta per chi vuole perdere peso in modo naturale. Per ottenere questo scopo è però necessario introdurli in modo naturale nella propria dieta.

Allergie

Gli estratti di Capparis Spinosa hanno mostrato di avere proprietà antiallergiche. I capperi contengono sostanze con effetti antistaminici ed altre che controllano i mastociti, composti che portano a reazioni allergiche

Secondo uno Nel caso vengano acquistati in confezioni tipo sacchetto, una volta aperti, è possibile travasarli insieme al sale in un vasetto in vetro con coperchio a vite per conservarli molto più a lungo.

Controindicazioni

Non si registrano particolari controindicazioni per i capperi, si consiglia un uso moderato alle donne in gravidanza e se ne sconsiglia l’utilizzo alle persone che si sottopongono ad interventi chirurgici in quanto fluidificano il sangue.

Secondo alcuni ricercatori vanno assolutamente evitati in gravidanza. Per approfondire consulta I capperi, essendo molto salati, possono creare dei problemi a chi soffre di ipertensione in questo caso, per eliminare una buona parte di sale, è possibile metterli a bagno nell’acqua almeno un’ora prima di consumarli.

Anche le foglie giovani della pianta, dopo essere state cotte, possono venire consumate in insalata.

La loro classificazione avviene tramite le dimensioni ed è curioso constatare come quelli più piccoli siano considerati i più pregiati.

Vengono coltivati in grande quantità nel territorio della Costa Azzurra. Ogni cespuglio può arrivare a produrre fino a 3.000 capperi durante una stagione.

I capperi migliori sono quelli conservati sotto sale, questo metodo garantisce la conservazione delle proprietà organolettiche dell’alimento in quanto evita l’utilizzo di altri additivi che sono spesso aggiunti nelle conserve sott’aceto.

Sono molto conosciuti e pregiati i capperi di Pantelleria che negli ultimi anni hanno ricevuto la certificazione IGP. In questa zona l’origine vulcanica del terreno conferisce loro un gusto particolare che non è rintracciabile in nessun’altra parte del mondo.

Nella Bibbia, nel libro Ecclesiaste, i capperi erano noti per le loro proprietà afrodisiache.

Forse non Sapevi Che

Greci e romani usavano i capperi sia a scopo alimentare che terapeutico. In Grecia in particolare, venivano impiegati per prevenire la flatulenza.

L’estratto di radice si usa in campo cosmetico. In particolar modo si usa per trattare le eruzioni cutanee e per la fragilità dei capillari.

Possono essere conservati in molti modi: sotto sale, in salamoia, sott’olio, sott’aceto e con il vino. Vengono raccolti a mano un quanto sono troppo delicati e teneri per essere raccolti meccanicamente.

I capperi piccoli sono più gustosi e saporiti rispetto a quelli grandi. Infatti sono considerati più pregiati ed hanno un costo superiore.

Capperi: Proprietà e Benefici

Versione lingua inglese

Ultimo aggiornamento 06/01/2018

Disclaimer:

Questa non è una testata medica, le informazioni fornite da questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di altri operatori sanitari abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi su www.mr-loto.it devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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Fonte: Capperi: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

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Fuori dal Natale | Itinerarinelgusto

Appuntamento a Celle Ligure l’ultimo sabato dell’anno con la manifestazione Fuori dal Natale, a cura del Consorzio Promotur, con il patrocinio del Comune di Celle Ligure: il 30 dicembre l’intero centro storico sarà invaso, per tutta la giornata, da un mercatino straordinario di artigianato, idee regalo e prodotti enogastronomici. E per far felici tutti i bimbi, molte iniziative pensate per allungare la magia del Natale…
Via Boagno e piazza del Popolo ospiteranno una trentina circa di espositori tutti dedicati all’eccellenza enogastronomica: dall’olio ligure ai vini piemontesi, dal formaggio ai salumi e poi verdura a chilometro zero, presidi Slowfood, come l’aglio di Vessalico, spezie, te, frutta essiccata. E per chi ama i sapori dolci, il miele prodotto in montagna, le confetture e marmellate, i dolci da forno, baci e amaretti, cioccolato, per prendere per la gola tutti i visitatori… Gli stand dei prodotti alimentari saranno alternati ai colorati banchi dedicati all’artigianato e alle opere dell’ingegno, posizionati in via Boagno, piazza del Popolo e via Montegrappa: piccoli lavori e deliziose idee regalo realizzate a mano con passione e abilità.
Originali bijoux in rame, fimo, pietre e altri mille prodotti montati con sapienza ed eleganza, oggetti in legno per la casa e il design, lavori in stoffa, panno, ricami, uncinetto, cuscini, biancheria ed accessori per i bimbi.
Piazza Sisto IV diventerà il regno dei bambini: per tutta la giornata sarà allestito un mini lunapark con tappeti elastici e giochi gonfiabili, mentre sul lungomare, Rosalie, una bellissima auto d’epoca degli anni ’30, messa a disposizione con grande generosità da Michele Miresse, permetterà a tutti i bambini che vorranno salire a bordo di fare un piccolo tour sul lungomare seduti sulla storia! Alle ore 11 appuntamento con “Vieni nel colorato mondo di Gemma: con il truccabimbi diventi chi vuoi!!“. Gemma aspetta tutti i bimbi in piazza Sisto IV per colorare, truccare e trasformare i più piccoli con fantasia e creatività.
Piazza Sisto IV continuerà ad essere la sede della casetta di Babbo Natale: il Comune di Celle Ligure, infatti, ha allestito sulla piazza una casetta in stile marinaresco dove i bambini possono colorare, giocare e divertirsi, guidati dagli elfi di Babbo Natale. Nella giornata di sabato, la casetta sarà aperta dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Al pomeriggio, a partire dalle 15 laboratorio a cura di Cicic Balloon: Alessandra e Sara aspettano tutti i bimbi per realizzare una fantastica calza per la Befana…
Alle ore 16.30 bimbi e adulti sono attesi in piazza Sisto IV per i Dolci Auguri: un modo per stare un po’ insieme, gustare una fetta di pandoro o panettone, bere una cioccolata ed un te caldo e farsi gli auguri per il nuovo anno. Non potrà mancare un piccolo giro nel centro storico per ammirare gli alberi di Natale realizzati dal Consorzio Promotur con legno riciclato, che illuminano le vie e rendono ancora più magici i caruggi di Celle. E per tutti è consigliata, dopo il tramonto, una breve escursione a piedi fino ai Ferrari, dove gli abitanti della frazione hanno allestito un meraviglioso presepe luminoso lungo più di un chilometro.

Parte del ricavato della manifestazione sarà devoluto al progetto di sostegno alle famiglie cellesi in difficoltà portato avanti dall’Amministrazione comunale, per il quale il Consorzio Promotur ha raccolto negli ultimi due anni, grazie alla generosità di imprenditori, cittadini e turisti, ottomilacinquecento euro, attraverso la Cena delle Rose. La manifestazione è realizzata anche grazie al sostegno economico di Bagni Angelo, Bagni Augustus, Bagni Italia, Bagni Lina, Bagni Lido, Bagni Ligure, Bagni Luciani, Bagni Milano, Bagni Stella del Sud, Bagni Vittoria.
Sono molti gli appuntamenti delle feste, tutti organizzati dal Comune di Celle Ligure: il 27, in sala consiliare alle 21, il concerto Antico Natale di Arethusa Consortium, melodie e racconti dal XVI al XVIII secolo, giovedì 28 al pomeriggio, lo spettacolo-concerto dell’Orchestra Bailam, suoni itineranti delle terre del Mediterraneo, venerdì 30, nella chiesa della Consolazione, alle 21, il concerto della Corale Polifonica Cellese e sabato 30 un grandissimo concerto gospel nella chiesa dell’Assunta: The Soul and Spirit of New Orleans!!!
L’anno si chiude il 31 con il grandissimo Capodanno in piazza: concerto dei Reunion, in un omaggio ai Beatles, a seguire i Dejà Vu, poi i fuochi di mezzanotte e panettone e spumante per tutti!
Buone feste a Celle Ligure per un Natale magico!!

Info:
Iat Celle Ligure: tel. 019/990021 infoturismocelle@comunecelle.it
Consorzio Promotur: tel. 019/991774  celle_promotur@libero.it
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Fonte: Fuori dal Natale | Itinerarinelgusto

 

 

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Sai cos’è la lanolina e perché viene utilizzata nei cosmetici? Ecco le sue proprietà

Molte di voi avranno sentito parlare della lanolina a proposito di maglioni o detergenti per la lana, si tratta in realtà di una sostanza  che può avere anche altri usi, soprattutto cosmetici. La lanolina è una sostanza cerosa, detta anche “cera della lana”, che viene prodotta naturalmente dalla pecora e che si deposita sul manto, svolgendo un’azione protettiva e preservando la pelle dell’animale da disidratazione, escoriazioni e irritazioni. Si tratta quindi di una sostanza dalle proprietà emollienti, idratanti e cicatrizzanti, un ingrediente di bellezza molto antico che trova largo impiego nell’industria cosmetica. Ma scopriamo cos’è la lanolina, le sue proprietà e gli usi, e se ci sono controindicazioni.

Lanolina: cos’è e come viene estratta.

La lanolina è una sostanza giallastra e untuosa secreta dalle ghiandole sebacee della pecora, e che si accumula sul suo manto svolgendo un’azione protettitiva da agenti atmosferici e disidratazione. La lanolina è una cera, non si tratta quindi di un grasso, come erroneamente si può credere, è infatti priva di glicerina, si avvicina quindi alle cere. L’estrazione della lanolina avviene dopo la tosatura della pecora: la lana viene sottoposta a lavaggio con acqua calda e specifici detergenti, così da eliminare sporco e liquidi in eccesso. Una volta estratta, la lanolina viene poi continuamente eliminata e sottoposta a un processo di purificazione che la rende anidra, cioè priva di acqua: il prodotto finale è una sostanza molto untuosa, il suo colore appare bianco-gialliccio e ha un odore debole ma caratterisitico, la sua consistenza, inoltre, è abbastanza molle. La lanolina pura è quindi molto simile ad un unguento appiccicoso e denso.

In quali prodotti viene utilizzata la lanolina?

La lanolina è una sostanza che viene utilizzata principalmente nei cosmetici ad azione levigante, in prodotti emollienti e formulazioni cosmetiche adatte alla cura di cute, peli e capelli: creme, pomate, emulsioni, saponi, bagnoschiuma I prodotti a base di lanolina sono utili soprattutto in caso di abrasioni e di screpolature e arrossamenti della pelle dovuti a sbalzi di temperatura o ad una prolungata ed eccessiva esposizione al sole. La lanolina viene spesso utilizzata sia pura che nei prodotti cosmetici, per la cura della pelle di mani e piedi. Troviamo la lanolina anche in pomate specifiche rivolte alle donne che allattano, per prevenire o curare le ragadi o le irritazioni causate da una errata suzione del neonato. La lanolina viene utilizzata in campo farmaceutico per la preparazione di pillole e pastiglie, la troviamo anche nei prodotti che contribuiscono alla formazione della vitamina D3. La lanolina pura, sottoposta a processo di purificazione, si può acquistare in farmacia o erboristeria.

Proprietà e usi cosmetici della lanolina.

La lanolina ha proprietà emollienti utili ad ammorbidire e nutrire la pelle, aiuta infatti a formare sulla pelle una leggero strato lipidico che non altera i valori del pH della cute, in quanto si tratta di un prodotto neutro che raramente dà problemi di irritazione, inoltre si assorbe rapidamente. La lanolina ha anche proprietà cicatrizzanti, in quanto aiuta a rimarginare piccoli tagli, soprattutto quelli dovuti a screpolature. Si tratta inoltre di una sostanza asettica che non favorisce infiammazioni o infezioni, ostacolando invece, lo sviluppo di microrganismi. Ma scopriamo quali sono gli usi cosmetici della lanolina e in che modo utilizzare i prodotti che la contengono per la cura della nostra pelle.

Come balsamo riparatore: in caso di mani e piedi screpolati potete utilizzare la lanonila che, oltre ad ammorbidire e nutrire la pelle, aiuterà anche a rimarginare piccoli tagli causati dalla screpolatura. In inverno utilizzatela quindi regolarmente sulle mani per evitare che siano danneggiate dal freddo. Applicatela poi su piedi e soprattutto talloni quando sono secchi, per nutrire a fondo la pelle e avere piedi morbidi a lungo. Potete poi applicare la crema a base di lanolina anche per eliminare le irritazioni ai lati del naso, causate da un forte raffreddore, sia nei bambini che negli adulti.

Per eliminare le cuticole: per avere una manicure perfetta è necessario eliminare o minimizzare al massimo le cuticole intorno alle unghie, soprattutto quando sono secche. Applicate ogni sera la lanolina pura o in crema con un leggero massaggio: contribuirà ad ammorbidire in pochissimo tempo le cuticole facilitando le operazioni per una manicure impeccabile.

Utile contro l’herpes: la lanolina puà essere utilizzata anche in caso di herpes cronico. Applicate il prodotto sulle labbra e intorno alla zona interessata soprattutto quando inizia la stagione fredda e in estate: spesso basta infatti un piccolo taglietto o una screpolatura per scatenare la comparsa del fastidiosissimo herpes. In questi periodo tenete la labbra ben idratate applicando un po’ di lanolina ogni giorno, aiuterà a mantenerle morbide.

Contro scottature e piccole ustioni: la lanolina può essere utilizzata anche in caso di scottature, non solo quelle dovute a una eccessiva esposizione al sole, ma anche a piccoli bruciature causare dal ferro da stiro o dall’acqua bollente: la lanolina svolge infatti un’azione rigenerante. Spalmatela abbondantemente sulla zona da trattare e fatela assorbire pian piano: vi aiuterà a ripristinare lo stato della cute in poco tempo.

Ottimo come burrocacao e lucidalabbra a lunga durata: la lanolina è poi un toccasana per le labbra screpolate in quanto aiuta a proteggerle dal vento e dal freddo. Oltre ad ammorbidirle e lenirle, dona alle labbra anche un effetto lucidalabbra a lunghissima tenuta. La lanolina viene infatti utilizzata spesso anche dai make up artist per ottenere un effetto gloss naturale, spesso lo si mescola anche al rossetto per renderlo più emolliente. La sua luminosità lo rende utile nel make up anche per donare risalto a zigomi e arcata sopraccigliare.

Per la cura dei capelli secchi e rovinati: in caso di capelli molto secchi o danneggiati è possibile utilizzare prodotti idratanti per capelli, ma anche balsami o prodotti per lo styling a base di lanolina, oppure eseguire un trattamento intensivo dal parrucchiere che duri nel tempo: in questo caso la lanolina viene applicata ciocca per ciocca sotto forma di siero, viene poi fissata alla struttura del capello grazie al calore del casco. Si crea così una pellicola protettiva che ristruttura i capelli in profondità.

Lanolina durante l’allattamento al seno, sì o no?

La lanolina viene utilizzata spesso in prodotti cosmetici rivolti alle donne che allattano, per proteggere i capezzoli e l’area circostante grazie alla sua azione emolliente e cicatrizzante. Si tratta di solito di prodotti consigliati da ostetriche o da mamme che li hanno provati: in farmacia si trovano prodotti a base di lanolina pura formulati per essere utilizzati in una zona tanto delicata, spesso senza il bisogno di risciacquare la zona prima di allattare. Non tutte le mamme sono però disposte ad utilizzare questa tipologia di prodotto perché preoccupate del rischio di sostanze chimiche o pesticidi che possono essere presenti nei prodotti e che potrebbero essere ingerite, anche in minima parte, dal neonato durante la suzione. Il consiglio è di chiedere il parere del medico prima dell’utilizzo per valutarne insieme l’utilità e l’eventuale pericolosità del prodotto per il bambino.

Controindicazioni della lanolina.

La lanolina, a causa del contenuto di alcoli, potrebbe causare reazioni allergiche nei soggetti predisposti: prima di utilizzarla accertatevi di non essere allergici alle sostanze contenute al suo interno. Come abbiamo già detto, la lanolina può essere controindicata durante l’allattamento, a causa delle varie lavorazioni chimiche che potrebbero renderla tossica per il neonato.

Fonte: Sai cos’è la lanolina e perché viene utilizzata nei cosmetici? Ecco le sue proprietà

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Senti il suono che fa questa gif? Perché 7 per persone su 10 ci riescono

Tre persone su quattro indicano che riescono a sentire il suono di una curiosa gif animata nella quale un allegro traliccio è impegnato nel salto della corda, come il più allenato dei Rocky Balboa. Non ci sarebbe nulla di strano se l’animazione fosse effettivamente accompagnata da un suono, ma come ben sappiamo le gif sono del tutto prive del segnale audio. In altri termini, sono “mute”. Allora perché la maggior parte delle persone riesce a sentire questo suono? La scienza ha una risposta: in parole semplici, il nostro cervello ha la capacità ricodificare i segnali visivi come suoni, e quando un suono viene rappresentato visivamente è possibile che esso si “materializzi” in modo subliminale. Innanzitutto ecco a voi la gif.

Riuscite a sentire anche voi i tonfi prodotti dai pesanti rimbalzi del traliccio metallico? Bene, siete in ottima compagnia. Questa animazione non è nuova e ciclicamente torna virale sulla rete, creando stupore – e qualche volta un senso di inquietudine – in chi riesce a percepire il suono inesistente. Recentemente è arrivata alla ricercatrice Lisa Debruine dell’Università di Glasgow, che ha deciso di creare un sondaggio su Twitter per verificare le reazioni dei suoi follower. Circa il 75 percento ha dichiarato di sentire un rumore sordo, come quello di un tonfo, mentre un 4 percento ha indicato di sentire qualcosa che non sa definire.

Naturalmente quella del traliccio non è l’unica gif di questo genere, e un’altra che riesce a suscitare una sensazione simile è quella di Tigro (un personaggio di Winnie the Pooh) che dipinge strisce nere sull’asino di pezza Hi-Ho. Anche in questo caso alcuni riescono a sentire i balzelli di Tigro, ma in percentuale significativamente minore rispetto a quelli del pesante traliccio. L’immagine condivisa dalla dottoressa Debruine riuscirebbe a “ingannare” più efficacemente il nostro cervello a causa del tremolio applicato alla telecamera, che rende la rappresentazione visiva ancor più realistica.

Il cosiddetto “Effetto McGurk-MacDonald” si basa su un principio analogo, nel quale il cervello viene indotto a sentire cose diverse da quelle effettivamente prodotte a causa delle informazioni visive percepite. Ad esempio, osservando la bocca di una persona che pronuncia il fonema “ga” ma il suono ascoltato è “ba”, è molto probabile che il cervello percepisca un “da”, a causa dell’interazione tra l’informazione visiva e quella uditiva.

All’inizio dell’anno un team di ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Londra ha dimostrato che in alcuni esperimenti i partecipanti potevano ascoltare un suono accompagnato a lampi e flash completamente silenziosi, un altro esempio dell’influenza della vista sull’udito. La cosiddetta sinestesia è legata proprio alla percezione di uno stimolo proveniente da un senso che induce un’esperienza “automatica” in un altro senso, pur non essendo coinvolto direttamente. Insomma, se anche voi avete sentito i rimbalzi del traliccio, è del tutto normale.

Fonte: Senti il suono che fa questa gif? Perché 7 per persone su 10 ci riescono

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Bpco : quali sono i sintomi

La bronco pneumopatia cronica ostruttiva, nome particolarmente complesso solitamente semplificato utilizzando il suo acronimo Bcpo, è una patologia decisamente seria a carico di bronchi e polmoni che si stima colpirà nei prossimi anni una percentuale di popolazione ancora più vasta di quando non avvenga già ora che nel mondo circa il 6% delle persone ne sono affette.

Tanto per essere ancora più precisi, «La BPCO è una patologia cronica delle vie aeree, che si caratterizza per la comparsa di tosse, espettorazione e di una fatica respiratoria che chiamiamo dispnea» spiega Fulvio Braido, Professore associato della Clinica di Malattie Respiratorie e Allergologia della Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova

La Bcpo è una malattia infiammatoria di tipo cronico che si distingue dalla più conosciuta patologia asmatica tipicamente per l’età di insorgenza, benché questo elemento, da solo, non possa determinare la vera differenza tra i due disturbi. Solitamente, infatti, la Bcpo insorge in soggetti adulti o anziani che per molti anni della loro vita sono stati esposti ad inalazioni di vernici ed altri prodotti industriali o al fumo di sigaretta.

Questa bronco pneumopatia si manifesta con una progressiva diminuzione del parenchima polmonare ed un ingrossamento importante delle vie aeree che in tal modo presentano un calibro decisamente ridotto per il passaggio dell’ossigeno da e verso i polmoni.

Quando parliamo di Bcpo sintomi come la dispnea, il respiro sibilante e la tosse catarrale sono alcuni degli aspetti più cronici della patologia. In caso di attacchi particolarmente severi, però, potrebbe essere necessario l’intervento medico per scongiurare il peggio.

Tecnicamente in coloro che soffrono di Bcpo gli alveoli polmonari ed i bronchi perdono elasticità. In molte zone, inoltre, le pareti alveolari tendono a distruggersi e di conseguenza i bronchi, infiammati, producono per proteggersi una quantità maggiore di muco che rischia però di intasarli peggiorando la sintomatologia.

Nelle persone esposte al fumo di sigaretta, la tosse e l’espettorazione sono eventi che rappresentano una difesa dell’organismo nei confronti di un agente patogeno, potenzialmente dannoso. 

Nella Bcpo i sintomi sopra menzionati spesso si accompagnano ad una pesante sensazione di oppressione toracica che accentua il fiato corto e l’impossibilità di compiere un’inspirazione profonda e completa.

Trattandosi di una patologia cronica, guarire completamente dalla Bcpo è ad oggi impossibile ma un più corretto e sano stile di vita, un’alimentazione equilibrata ed il corretto supporto da parte dello specialista possono prolungare il lasso di tempo tra una crisi e la successiva migliorando la qualità della vita del paziente.

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Carciofi e cibi sani per la salute del fegato
Scritto da Giuseppe Capano il Alimenti, cibi, bevande, sostanze e elementi nutrizionali o se vogliamo sintetizzare in una sola parola la dieta rimangono il fulcro per un controllo attento della salute del fegato che come scrivevo ieri è un organo fondamentale per il nostro benessere generale.
Rispetto ai calcoli al fegato una ricerca molto interessante pubblicata sull’American Journal of Gastroenterology a cura di un team di studiosi francesi ha rivelato che l’alimentazione non è solo funzionale in chiave preventiva, ma è molto utile anche quando il danno è ormai fatto.

Un dato importante, questo del post intervento, che è stato messo in luce anche da un’altra ricerca Italiana dell’Università degli Studi di Bari che anzi ha ribadito come sia essenziale curare l’alimentazione dopo che le colecisti sono state manipolate a livello chirurgico.
In chiave preventiva la strategia vincente è quella di consumare principalmente legumi, frutta, verdura, olio extravergine d’oliva e cereali integrali, in pratica seguire il vero modello di cucina mediterranea.
Dopo l’intervento, invece, è essenziale consumare piccoli pasti con molta frequenza e con percentuale di grassi bassa, presenza di fibre graduale, assenza di alcool, spezie, fritti e zuccheri raffinati.
In ogni caso come si vede il tipo di alimentazione e di riflesso il tipo di cucina è la discriminante che domina entrambe le situazioni.
Ed è inutile anche sottolineare che questo vale non solo per i problemi relativi al fegato, ma per tutto l’organismo, la salute dipende quasi totalmente da quello che si mangia!
Quello che possiamo fare attivamente e con lungimiranza è comunque agire prima che si originino i problemi cucinando cibi che ci aiutano a stare bene e nel nostro caso specifico a tutelare il benessere del fegato.
E la ricetta allegata all’articolo del Corriere è stata realizzata e creata da me partendo da questo presupposto, a base di carciofi ricchi di fibre e molte sostanze protettive mette insieme cibi sani e sapori accattivanti che sono sicuro piaceranno a tutti!

Insalata colorata di carciofi con emulsione di melagrana

Insalata colorata di carciofi con emulsione di melagrana 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 carciofi,
  • 1 piccola melagrana,
  • 1 limone,
  • 1 mela verde,
  • 2 carote,
  • 100 g di valeriana,
  • 60 g di noci sgusciate,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mondare con cura dalle foglie esterne e da gran parte del gambo i carciofi, dividerli a metà eliminando l’eventuale barbetta interna e affettare sottilmente proteggendoli con un poco di succo di limone.
  2. Sgranare con attenzione la melagrana eliminando ogni traccia di pellicina bianca amara, frullare la metà dei chicchi, filtrarli e raccogliere il succo in una ciotola.
  3. Formare un emulsione aggiungendo un poco di succo di limone, 2-3 cucchiai d’olio e un pizzico di sale, mescolare a lungo.
  4. Pulire le carote e tagliarle in sottili julienne o striscioline, sbucciare e affettare le mele bagnandole con poco succo di limone, mescolarle con i carciofi e le carote.
  5. Sciacquare la valeriana e stenderla sul fondo di 4 piatti piani, adagiarvi sopra il mix di carciofi, carote e mela, aggiungere le noci tritate grosse e i chicchi di melagrana condendo con l’emulsione.

Fonte: Carciofi e cibi sani per la salute del fegato

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Occhiali da sole con lenti graduate : il benessere degli occhi

Gli occhi sono un bene tanto prezioso quanto delicato. Per questo richiedono un’attenzione e una cura costante, soprattutto durante l’estate. Per difendersi dai raggi UV è necessario prendere delle misure preventive adeguate.

Quando parliamo dei nostri occhi, la prevenzione è fondamentale. Per attuarla nel miglior modo possibile, oltre ad un’alimentazione che prediliga le vitamine A ed E ed una corretta idratazione, è fondamentale svolgere controlli periodici dall’oculista per assicurarsi che non vi siano in atto patologie degenerative della retina o di altre parti dell’occhio, spesso causate da problemi di ipertensione ma anche da cattive abitudini (come, ad esempio, quella di rimanere con lo sguardo fisso su schermi LED senza alcuna schermatura per ore e magari in un ambiente totalmente buio).

Vi sono casi nei quali, però, la prevenzione cede il passo a controlli periodici più approfonditi necessari quando è già in atto una qualsiasi patologia a carico degli occhi. Chi utilizza già occhiali da vista dovrebbe prendere in seria considerazione l’idea di utilizzare anche gli occhiali da sole con lenti graduate per evitare che l’esposizione solare possa peggiorare la vista compromettendo la correzione messa in atto dalle lenti da vista normali.

Utilizzando occhiali da sole con lenti graduate è possibile proteggere gli occhi dall’azione negativa che su di essi potrebbero avere i raggi ultravioletti e contemporaneamente assicurare una continua e costante correzione dei difetti visivi già messa in atto dalle lenti da vista trasparenti.

Quando scegliamo occhiali da sole con lenti graduate, però, è necessario fare delle opportune distinzioni. In base al colore della lente scelta, infatti, sarà possibile ottenere una maggiore o minore efficacia della stessa in base al nostro difetto visivo. Chi è miope dovrebbe quindi scegliere lenti prevalentemente marroni mentre chi soffre di ipermetropia ha necessità di lenti nella gamma colore verde.

Ricordate, infine, che non tutte le gradazioni di colore della lente da sole sono effettivamente positive per i nostri occhi. Lenti graduate troppo scure, infatti, rischiano di causare un’eccessiva dilatazione della pupilla con conseguente affaticamento oculare mentre nel caso di occhiali da sole con lenti graduate troppo chiare il rischio è quello di non schermare adeguatamente gli occhi.

Negli ultimi tempi tutti i modelli di occhiali da sole, anche quelli dalle montature più avvolgenti e in voga, possono essere dotati di lenti graduate. Un motivo in più per scegliere sempre e comunque la protezione dei vostri occhi.

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