Autore: redapost

Orecchie a sventola : cosa c’è da sapere

Chi va dal chirurgo plastico? Sempre più uomini scelgono il bisturi

Dove madre natura non è arrivata, spesso si fa ricorso alla chirurgia estetica. Stare bene con sé stessi, sentirsi piacevoli e attraenti, dona equilibrio e migliora l’umore, la vita sociale e di coppia, la resa a scuola e al lavoro… insomma: sentirsi belli fa bene. Sebbene in generale siano di più le donne a richiedere un intervento chirurgico per correggere piccole o grandi imperfezioni, sempre più uomini hanno smesso di indugiare e sopportare e si rivolgono al chirurgo per ottenere il dettaglio estetico perfetto o per correggere un difetto o rimediare ad una cicatrice. Ma quali sono gli interventi di chirurgia plastica più richiesti?

Gli interventi chirurgici più richiesti

Fra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti iniziano a comparire sempre più spesso anche interventi che vengono effettuati su pazienti di sesso maschile. Sebbene uno degli interventi più popolari resti l’intervento al seno, generalmente per aumentarne il volume, nella seguente lista troviamo anche interventi “per lui”.

  • Mastoplastica additiva: è l’intervento di chirurgia estetica più richiesto al mondo. Il ricorso sempre più massiccio alla mastoplastica viene dagli Stati Uniti e prende sempre più piede anche da noi. vi è molta ricerca attorno a questo intervento, per unire i fini estetici ad una migliore funzionalità ed igiene del materiale utilizzato per riempire le forme del seno.
  • Rinoplastica: La rinoplastica è un intervento che consente di correggere i malfunzionamenti del setto nasale, risolvendo tantissimi problemi alle vie respiratorie. È frequente il ricorso alla rinoplastica anche per fini puramente estetici, per rendere il naso armonioso rispetto al viso in generale.
  • Liposcultura: si tratta di un intervento che ha diversi nomi, come liposuzione o lipoaspirazione, e viene effettuato in diverse parti del corpo e per i motivi più disparati. Se infatti un tempo riguardava principalmente addome e glutei per fini estetici, oggi coinvolge anche la zona del collo o parti ampie e diverse del corpo ed è effettuato anche per un recupero funzionale dopo i dimagrimenti drastici.
  • Blefaroplastica: è l’intervento che coinvolge le palpebre. Viene richiesto quando la sottile pelle del contorno occhi perde tono ed elasticità dando allo sguardo un aspetto vecchio e d affaticato.
  • Otoplastica: si tratta del rimodellamento delle orecchie. Può essere effettuato per diversi tipi di esigenze, ed è un intervento popolare anche fra le persone molto giovani. Il motivo principale del ricorso all’otoplastica in età relativamente precoce è dovuto alla correzione delle famose “orecchie a sventola”.
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Il segreto dell’intelligenza finalmente svelato dalla scienza

Le persone intelligenti hanno un cervello ‘cablato’ in maniera più efficiente, nelle quali il flusso e lo scambio di informazioni tra le varie regioni cerebrali è più o meno fitto in base alle aree prese in considerazione. In altri termini, l’intelligenza, definita (non ufficialmente) come l’insieme delle facoltà emotive, cognitive e comportamentali che ci aiutano ad avere “successo”, non dipenderebbe dalle differenze fisiche tra le regioni cerebrali, ma dal modo in cui esse comunicano. Lo ha determinato un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università Goethe di Francoforte, Germania, che attraverso una serie di risonanze magnetiche funzionali (fMRI) ha voluto indagare sulle basi neurobiologiche dell’intelligenza in circa 300 persone.

I ricercatori, coordinati dalle professoresse Kirsten Hilger e Ulrike Basten, già in precedenti studi avevano individuato alcune regioni del cervello il cui grado di attivazione si riflette sull’intelligenza di una persona. Fra esse vi è la corteccia prefrontale, la parte anteriore del lobo frontale del cervello. Nelle ultime indagini hanno invece dimostrato che, nelle persone più intelligenti, le regioni strettamente connesse alla funzione cognitiva e all’elaborazione delle informazioni importanti, ovvero la corteccia cingolata anteriore e l’insula anteriore, comunicano in maniera più efficiente. Allo stesso modo, nei soggetti intelligenti l’area che congiunge la corteccia temporale e quella parietale, quella che in pratica non ci fa distrarre dalle informazioni irrilevanti, è sensibilmente meno connessa al resto della rete cerebrale.

Credit: Goethe Universityin foto: Credit: Goethe University

In parole semplici, per gli studiosi tedeschi il cervello è una sorta di struttura modulare, simile a un social network con diverse sottoreti (amici, cerchie, familiari e così via) dove i singoli membri sono più o meno interconnessi fra loro. Nelle persone intelligenti determinati canali di comunicazione sono privilegiati e permettono di scambiare le informazioni importanti in modo più rapido ed efficiente. Di concerto, hanno reti meno connesse che le proteggono da input “distraenti e irrilevanti”, come ha sottolineato la professoressa Basten. “È possibile che a causa delle predisposizioni biologiche, alcuni individui sviluppino reti cerebrali che favoriscono comportamenti intelligenti o compiti cognitivi più impegnativi. Tuttavia, è altrettanto probabile che l’uso frequente del cervello per compiti di sfida cognitiva possa influenzare positivamente lo sviluppo delle reti cerebrali. Tenendo presente ciò che sappiamo sull’intelligenza, sembra molto probabile che si tratti di un’interazione di entrambi i processi”, ha concluso la ricercatrice. I dettagli dell’affascinante studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

[Credit: jarmoluk]

Fonte: Il segreto dell’intelligenza finalmente svelato dalla scienza

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Siti scommesse sportive online, ecco perché il settore è in costante crescita – Bloguerrilla

Sul web tra i siti più visitati ci sono quelli legati alle scommesse sugli eventi sportivi. Già da parecchi anni in Italia piazzare online le giocate, ad esempio, sulle partite di calcio di Serie A, è assolutamente legale e sotto il controllo dei Monopoli di Stato. La conseguenza di tutto ciò è che nel tempo sono aumentati i siti scommesse sportive con autorizzazione aams che contano complessivamente in Italia milioni di clienti. Rispetto a quelle piazzate in agenzia, il fatturato delle scommesse online in Italia risulta essere in costante crescita grazie anche ad una concorrenza tra gli operatori che garantisce grossi vantaggi all’utenza finale.

Uno dei vantaggi innescati dalla concorrenza tra operatori online di scommesse e casinò è il bonus di benvenuto che il cliente può ricevere quando per la prima volta si registra al sito ed apre il conto di gioco. Al riguardo si raccomanda di sfruttare in pieno il bonus di benvenuto offerto considerando che ci sono bookmakers online che permettono, versando solo 100 euro, di ottenere fino al doppio dell’importo depositato. In tal caso con 100 euro versati si avranno subito a disposizione ben 300 euro complessivi per iniziare a piazzare le scommesse sugli eventi sportivi, dalle partite di calcio a quelle di basket e passando per tanti altri sport come il volley, il ciclismo, il golf, la MotoGP, la boxe, la pallamano, lo sci, la pallanuoto, l’hockey su ghiaccio, il tennis, il cricket e la Formula 1.

Prima di effettuare il primo versamento, al fine di ottenere subito il bonus di benvenuto, si raccomanda di leggere con attenzione le condizioni ed il regolamento in quanto spesso il bonus solo in parte è subito disponibile, mentre la quota rimanente può essere poi sbloccata in tranche in base al volume delle giocate generato. I migliori bookmaker online, inoltre, spesso offrono il bonus di benvenuto non solo sulla prima, ma anche sulla seconda e sulla terza ricarica, ed in genere premiano periodicamente gli scommettitori con ulteriori bonus sulle vincite se le giocate piazzate sono in multipla, ovverosia andando a selezionare due o più eventi sportivi.

Per non perdersi nemmeno una promozione basta consultare costantemente l’e-mail fornita all’atto della registrazione, ed il proprio telefonino considerando che spesso il bookmaker aggiorna il cliente anche via Sms attraverso il numero di cellulare fornito al momento dell’apertura del conto di gioco.

Fonte: Siti scommesse sportive online, ecco perché il settore è in costante crescita – Bloguerrilla

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Gli infortuni più comuni dei ciclisti

Pedalare su una bici da camera è un ottimo modo per migliorare la forma fisica cardiovascolare con un basso impatto sulle articolazioni. Tuttavia, ciò non esclude il rischio di lesioni.

Ricercare la performance è un ottimo obiettivo a condizione che determinati principi tecnici siano rispettati. Non c’è niente di peggio che iniziare un piano di allenamento in bici, assistere ai primi progressi, e dover smettere improvvisamente a causa di infortuni. Ecco alcuni consigli per evitare gli infortuni durante gli allenamenti su cyclette.

5 infortuni comuni che si possono evitare

  • Dolori lombari: una volta in bici, ogni pedalata provoca uno stress alla schiena. Pertanto, è importante scegliere un modalità di pedalata corretta. Iniziate regolando l’altezza del sedile. Per essere alla giusta altezza, il ginocchio deve essere leggermente piegato quando il pedale è nella posizione più bassa. In altre parole, la gamba dovrebbe essere quasi tesa. Inoltre, assicuratevi che il manubrio non sia troppo lontanto. Le braccia non dovrebbero essere troppo tese. Trovate la posizione che è per voi più comoda.
  • Sindrome del tergicristallo: la sindrome si estende dall’anca verso il lato della coscia sino all’esterno del ginocchio. Il movimento indotto dal ciclista sulla sua bici può irritare questo tratto. Per evitarlo, assicuratevi che la posizione della sella sia corretta. Se la sella è troppo alta, le ginocchia saranno troppo tese quando il pedale è al punto più basso. Se la sella è troppo bassa, al contrario, si dovrà piegare eccessivamente il ginocchio. E’ anche importante non posizionare le dita dei piedi verso l’interno quando pedalate, in quanto potreste infastidire il vostro tratto ileo-tibiale.
  • Tendinite di Achille: questa infiammazione comune è causata da un allenamento eccessivo del tendine di Achille. Ancora una volta, la posizione corretta della sella puo’ ridurre lo stresso su quest’ultimo.
  • Tendinite rotulea: questo tendine si trova giusto sotto la rotula. Sa il sellino è troppo basso  i glutei non sono sufficientemente utilizzati, il che provoca un utilizzo eccessivo dei quadricipiti per compensare.  Questo lavoro oltremisura dei quadricipiti provoca questa tendinite. Per evitarla, fate attenzione a che il sellino sia ad un’altezza corretta e la cadenza della pedalata sia corretta.
  • Dolori alle anche: ancora una volta, la cattiva posizione della sella puo’ provocare uno sforzo eccessivo sulle articolazioni dell’anca e ridurre la circolazione sanguigna.

Per approfittare al meglio della cyclette o quando andate fuori in bici, assicuratevi che l’attrezzo sia adatto e configurato alla vostra taglia. Ricercate il confort e limitate le estensioni traumatizzanti dei muscoli senza pertanto cadere nell’eccesso opposto e piegare troppo le ginocchia. Trovata la modalità corretta, potrete correre per km e raggiungere i vostri obiettivi. http://www.tapisroulantelettrico.org

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L”indagine internazionale, che ha coinvolto sette paesi, tra cui l”Italia, presenta un quadro chiaro delle difficoltà che i caregiver devono affrontare in Italia e nel resto del mondo

ROMA, 9 novembre 2017 /PRNewswire/ — In Italia i caregiver (ossia coloro che forniscono assistenza non professionale a parenti o amici) ritengono che la loro salute risenta negativamente dell”impegno che hanno assunto. E” quanto emerge da un sondaggio condotto a livello internazionale da Merck, azienda leader in campo scientifico e tecnologico.

L”annuncio coincide con il lancio di una nuova iniziativa globale, Embracing Carers™. Promossa da Merck sotto l”egida di Eurocarers e di altre importanti organizzazioni di assistenza in tutto il mondo, Embracing Carers™ mira a sensibilizzare l”opinione pubblica sull”importanza fondamentale che i caregiver hanno nella vita dei pazienti.

L”indagine internazionale Embracing CarersTM

Lo studio internazionale1 Embracing Carers™ ha coinvolto 3.516 caregiver non retribuiti in sette paesi (Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Australia).

Dai dati riguardanti l”Italia, e relativi a 501 caregiver non retribuiti in tutto il paese, emerge che oltre la metà (59%) dei caregiver sente che la propria salute fisica ha risentito negativamente per ill ruolo svolto, mentre un terzo (33%) ha anteposto la salute della persona di cui si occupa alla propria. Più di un quinto (21%) afferma di avere difficoltà a chiedere aiuto per occuparsi della propria salute.

Nonostante mettano le proprie esigenze di salute in secondo piano, più di 7 caregiver italiani su 10 (71%) sentono di essere sostenuti in questo loro ruolo dalle autorità / servizi sanitari locali, con un 84% che afferma di sentirsi sostenuto dal proprio Medico di Medicina Generale / specialista / infermiere / psicoterapeuta. Tuttavia, queste cifre non riflettono l”opinione che i caregiver non retribuiti hanno del sostegno che ricevono dalle istituzioni nazionali, con il 56% che afferma di non sentirsi sostenuto nel proprio ruolo di prestatore di assistenza.

Per quanto riguarda le condizioni di benessere psicologico dei caregiver (ad es. stati di depressione, ansia, stress) conseguenti al loro ruolo assistenziale, si rileva una differenza tra zone rurali e urbane: quasi due terzi (63%) dei caregiver rurali dicono di aver avvertito la necessità di cure mediche o supporto rispetto a meno della metà (44%) nelle aree urbane.

Sempre l”indagine sul campione di caregiver italiani rivela che:

  • Quasi 3 caregiver non retribuiti su 5 (58%) concordano sul fatto che spesso non hanno tempo per prenotare o recarsi a una visita medica personale.
  • Il 70% si sente stanco per la maggior parte del tempo.

L”iniziativa Embracing CarersTM

Embracing CarersTM si avvale della consulenza delle più importanti organizzazioni internazionali di assistenza, tra cui Caregiver Action Network, Carers Australia, Carers UK, Carers Worldwide, Eurocarers, National Alliance for Caregiving, International Alliance of Carer Organizations (IACO) e Shanghai Roots & Shoots, China.

Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia, ha dichiarato: ‘Merck si sta impegnando a rispondere alle esigenze specifiche e non soddisfatte dei caregiver non solo in Italia, ma in ogni parte del mondo. I risultati del sondaggio Embracing Carers™ dimostrano che molti caregiver trascurano la loro stessa salute. E questa è solo una delle ragioni per le quali Merck sta lavorando fianco a fianco con le più importanti realtà attive su questo argomento, per riconoscere l”assistenza alle persone care come un tema prioritario di salute pubblica, sia in Italia che nel resto del mondo’.

Oltre al sondaggio, sono stati annunciati anche i risultati e le conclusioni del libro bianco Embracing Carers™, intitolato Carers Report: Embracing the Critical Role of Carers Around the World (Sostenere il ruolo fondamentale dei caregiver in tutto il mondo). Elaborato in collaborazione con i consulenti strategici di Embracing Carers™, il Report conclude che prendersi cura di una persona cara è un”attività trasversale a quasi tutti i gruppi demografici, distinti per età, razza, livello di istruzione e reddito familiare. Tuttavia, anche se in generale sono stati compiuti progressi significativi in settori e aree geografiche specifiche, il supporto per i caregiver è ancora insufficiente.

Stecy Yghemonos, Direttore generale, Eurocarers ha dichiarato: ‘I risultati dello studio internazionale Embracing Carers™ hanno confermato l”entità delle conseguenze che l”assistenza a una persona cara ha sulla salute e il benessere dei caregiver italiani. I caregiver antepongono spesso la salute dei loro cari alla propria, non avendo più il tempo di prendersi cura di loro stessi. Siamo particolarmente lieti del lancio di Embracing Carers™: dobbiamo lavorare tutti insieme per promuovere l”accesso alle risorse e, in ultima analisi, migliorare la vita dei caregiver, sia in Italia che in tutto il mondo’.

L”Azione Embracing Carers

Embracing Carers™ segna l”inizio di un”iniziativa che continuerà negli anni con l”obiettivo di garantire un supporto più efficace ai caregiver, e il dovuto riconoscimento del loro ruolo in tutto il mondo. Le prime azioni di questo progetto sono finalizzate a:

  1. Sostenere le infrastrutture assistenziali realizzando il Carer Kit IACO (International Alliance of Carer Organizations – Associazione Internazionale delle Organizzazioni di Assistenza). Il Kit fornisce ai paesi senza un”infrastruttura dedicata le informazioni per sviluppare un”organizzazione nazionale dei caregiver.
  2. Riunire le organizzazioni dei caregiver in tutto il mondo e fornire la propria consulenza per incrementare il sostegno ai caregiver ed il riconoscimento del loro ruolo.
  3. Sviluppare delle ‘call to action’ per estendere l”impegno di tutte le parti interessate, aumentare la consapevolezza globale delle difficoltà che devono essere affrontate, promuovere azioni legislative e interfacciarsi con i sistemi sanitari.

Per ulteriori informazioni su Embracing Carers™, sulla International Survey o sul Carers Report, visitate il nostro sito web all”indirizzo www.embracingcarers.com

Emesso da Merck

Per ulteriori informazioni:

Carlo Donatocarlo.donato@thinktank-italy.it 
THINKTANK Ufficio Stampa – tel. 02 8646 5015
thinktank@thinktank-italy.it 

L”indagine internazionale Embracing Carers

Il sondaggio Embracing Carers™ è stato condotto online da Censuswide per conto di Merck. Lo studio ha coinvolto 3.516 caregiver non retribuiti di età compresa tra 18 e 75 anni (2.106 dei quali di 35-55 anni) in Australia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti tra il 27 luglio e l”8 agosto 2017.

Informazioni su Merck

Merck è un”azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Circa 50.000 dipendenti operano per sviluppare tecnologie in grado di migliorare e allungare la vita – dalle terapie biofarmaceutiche per il trattamento del cancro e della sclerosi multipla a sistemi all”avanguardia per la ricerca scientifica e la produzione, ai cristalli liquidi per gli smartphone e i televisori LCD. Nel 2016 Merck ha generato vendite per 15,0 miliardi di Euro in 66 Paesi.

Fondata nel 1668, Merck è la società farmaceutica e chimica più antica al mondo. Ancora oggi, la famiglia fondatrice detiene la quota di maggioranza della Società. Merck (Darmstadt, Germania), detiene i diritti globali sul nome e marchio Merck. Le sole eccezioni sono costituite da Stati Uniti e Canada, dove la Società opera con le denominazioni EMD Serono, EMD Millipore e EMD Performance Materials.

Riferimenti

1. Embracing Carers International Survey. Censuswide 27 July – 8 August.

— I risultati vengono resi noti in concomitanza del lancio di Embracing Carers™, un”iniziativa globale di sensibilizzazione pensata per  riconoscere l”importanza fondamentale dei caregiver nella vita dei pazienti

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Se usi spesso queste parole, allora sei molto stressato: prenditi una pausa

Quando siamo stressati utilizziamo più avverbi e parliamo di meno, inoltre attiviamo il nostro sistema immunitario. Questo è quanto hanno scoperto i ricercatori della Carnegie Mellon University che sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences hanno pubblicato lo studio intitolato “Natural language indicators of differential gene regulation in the human immune system” attraverso il quale ci spiegano gli effetti dello stress sulla nostra vita.

Lo studio. Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno registrato le conversazioni di 143 adulti per due giorni e ne hanno analizzato il linguaggio utilizzato e le parole più frequenti, associando il tutto alle esperienze vissute nel momento in cui parlavano.

Parole e stress. Dai dati raccolti raccolti è emerso un utilizzo particolare delle parole ‘funzionali’, quindi i pronomi e gli aggettivi che da soli non hanno un vero e proprio significato, ma che servono per chiarire ciò di cui si sta parlando: secondo i ricercatori tendiamo ad inserirle di più nei nostri discorsi subito dopo aver vissuto un’esperienza stressante. E non è tutto. Le persone più stressate tendono a parlare meno e utilizzare di più gli avverbi come ‘veramente’ e ‘incredibilmente’.

Avversi emotivi. Avverbi come ‘veramente’ e ‘incredibilmente’ sono da considerarsi secondo i ricercatori degli ‘intensificatori di emozioni’: questo significa che li utilizziamo quando siamo particolarmente eccitati (positivamente o negativamente). Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che quando siamo sotto stress ci ‘dimentichiamo’ della terza persona plurale (loro): questo perché quando viviamo situazioni di crisi tendiamo a concentrarci più su noi stessi, dimenticandoci del resto del mondo.

Linguaggio e sistema immunitario. Oltre ad aver scoperto come parliamo quando siamo stressati, gli esperti hanno anche individuato alcuni cambiamenti nell’espressione genetica in condizioni di tensione. Dalle analisi dei globuli bianchi di 50 geni conosciuti per essere influenzati dalle situazioni complicate, è emerso che l’utilizzo di parole ‘funzionali’ è in grado di predire gli effetti sull’espressione genetica e dirci se siamo stressati meglio di quanto potremmo fare da soli.

Conclusioni. Quanto scoperto potrebbe in futuri permette di identificare le persone che rischiano di sviluppare malattie collegate con lo stress.

Fonte: Se usi spesso queste parole, allora sei molto stressato: prenditi una pausa

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In onore della Giornata mondiale dell”ictus, Stryker ricorda alle persone l”importanza di riconoscere i segni dell”ictus. Durante un ictus si perdono 1,9 milioni di neuroni al minuto; pertanto, è essenziale identificare i segnali di allarme per ricevere cure tempestive.

Per vedere la multimedia news release clicca qui:

https://www.multivu.com/players/uk/8204851-stryker-signs-world-stroke-day/

Lictus può colpire chiunque, in qualunque momento. Unazione tempestiva può salvare delle vite 

L”ictus è la seconda causa principale di morte e la principale causa della disabilità a lungo termine a livello mondiale. Ogni anno, 17 milioni di persone sono colpite da ictus e 6,5 milioni non sopravvivono all”attacco. L”ictus può colpire persone di ogni età: durante il corso della propria vita, una persona su sei è colpita da ictus.

Nonostante nessuno possa prevedere il momento in cui si manifesterà, vi sono alcuni segni comuni che indicano che una persona sta avendo un ictus. Tali segni sono quattro e sono noti con l”acronimo ‘FAST’, ovvero Face, Arms, Speech, Time (viso, braccia, linguaggio e tempo). Face indica un emivolto cadente o la linea della bocca irregolare. Arm indica che le braccia, se sollevate, appaiono ineguali: la persona potrebbe non essere in grado di tenere sollevate entrambe le braccia alla stessa altezza. Speech indica che la persona potrebbe parlare in maniera disarticolata o avere difficoltà a pronunciare comandi comprensibili o di senso compiuto. Se una persona manifesta uno dei questi segni, bisogna chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

Diffusione delle informazioni 

La World Stroke Organization (WSO) (Organizzazione mondiale dell”ictus) ha dato il via alla Giornata mondiale dell”ictus, un evento annuale che mira ad accrescere la consapevolezza in merito alla prevenzione e al trattamento dell”ictus all”interno della community. A supporto di questa missione, Stryker auspica che i segni dell”ictus diventino sintomi inequivocabili e, a questo scopo, sta diffondendo le informazioni rilevanti attraverso la campagna ‘Some signs save lives’ (‘I segni che salvano la vita’), destinata ad un”ampia parte della community internazionale online.

Per ulteriori informazioni sull”ictus e per agevolare la diffusione delle informazioni in merito ai segnali di allarme, visitare il sito ‘Some signs save lives’ alla pagina http://www.somesignssavelives.com. Il sito è disponibile in 8 lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese, spagnolo, cinese mandarino e giapponese.

Informazioni 

Stryker è una delle aziende leader mondiali nel campo della tecnologia medica e offre prodotti e servizi innovativi nel campo dell”ortopedia, medico e chirurgico, delle neurotecnologie e della colonna vertebrale. La Divisione Neurovascolare di Stryke è incentrata sulla realizzazione di soluzioni complete per la cura dell”ictus, fornendo prodotti e servizi innovativi per ictus ischemico ed emorragico, oltre a formazione e supporto clinici per aiutare i medici a garantire esiti migliori per i pazienti.

 

     (Photo: http://mma.prnewswire.com/media/589252/Stryker_Social_Networks_Mosaic_Infographic.jpg )

Video: 
https://www.multivu.com/players/uk/8204851-stryker-signs-world-stroke-day/

RUEIL-MALMAISON, Francia, October 26, 2017 /PRNewswire/ —

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Hai ansia e ti senti insicuro? Smetti di chiedere sempre aiuto ai tuoi amici

Chiedere sempre aiuto agli amici rende più ansiosi e ci fa sentire insicuri. Questo è ciò che sostiene la psicologa Danielle Einstein su The Conversation che ci spiega come mai le applicazioni di messaggistica che tutti noi utilizziamo con lo smartphone siano in un certo senso un pericolo per la nostra autostima. Ma andiamo per punti.

Caro amico ti scrivo. Al giorno d’oggi siamo abituati ad essere in costante contatto con le persone con cui siamo amiche, con la nostra famiglia e con i fidanzati o le fidanzate, così come il nostro presente è caratterizzato dalla condivisione quasi istantanea di ciò che facciamo attraverso i social network: questa continua connessione con il mondo (se così possiamo chiamarlo) implica spesso che quando ci succede qualcosa sentiamo il bisogno di dirlo, ad esempio se viviamo un momento di sconforto o una difficoltà istintivamente chiediamo aiuto alle persone a cui siamo più legate nella speranza di ottenere da loro conforto o una soluzione al nostro problema. Il telefono è diventato insomma una specie di mezzo con cui raggiungere chi può ‘salvarci’ dalla difficoltà: questo però non ha sempre effetti positivi sul nostro cervello.

Sconforto e resilienza. La psicologa Einstein spiega infatti che se queste richieste d’aiuto istintive via messaggi nell’immediato sembrano esserci utili, nel breve periodo incrementano in realtà il nostro stato d’ansia: come è possibile? Chiedere aiuto prima di provare a risolvere i problemi da soli ci fa concentrare troppo sulla difficoltà che dobbiamo affrontare ingigantendola e fa ‘sentire in colpa’ quando ci rendiamo conto che avremmo potuto aiutarci da soli accrescendo la nostra resilienza.

L’incertezza fa bene alla salute mentale. L’incertezza, i problemi, le difficoltà sono ciò che permettono alle persone di mettersi alla prova: il senso di soddisfazione che si prova quando si riesce da soli ad uscire da una situazione complicata è infatti quello che accresce l’autostima e la sicurezza. L’utilizzo ‘compulsivo’ (se così possiamo definirlo) del telefono ci impedisce in un certo senso di affrontare le questioni e rimette nelle mani di altri la soluzione: la psicologa spiega che invece proprio quando sentiamo la necessità di condividere con qualcuno un problema dovremmo fermarci e riflettere se questo davvero così grave da richiedere l’immediato intervento di un amico, così facendo riusciamo a distinguere ciò per cui ha senso chiedere aiuto e ciò che invece possiamo affrontare da soli. Questo non significa che non bisogna chiedere il sostegno degli amici, ma semmai che dobbiamo imparare quando sia il caso e quando invece ‘chi fa da sé fa per tre’.

Fonte: Hai ansia e ti senti insicuro? Smetti di chiedere sempre aiuto ai tuoi amici

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Benessere dei capelli, bisogna curarli e coccolarli!

Avere capelli perfetti è un sogno di tutti, principalmente per le donne ma sempre più spesso anche per gli ometti.

Spesso però si sottovaluta di quanto la cura dei propri capelli sia importante al fine di ottenere capelli non solo belli ma anche sani.

È quindi fondamentale curare i capelli nel modo giusto, in base alle loro esigenze e con prodotti dedicati che possano migliorarne lo stato di salute.

Sono poche le persone fortunate che possono contare su capelli straordinariamente sani e belli senza troppi sforzi, per la maggior parte dei comuni mortali ci vuole quindi una cura costante e la ripetizione del mantra sano è bello!

La routine di bellezza

Per donare alla propria chioma un aspetto sano e quindi valorizzarne le bellezza naturale bisogna prestare particolare attenzione alla cura.

Bisogna quindi valutare con attenzione il tipo di capello che si possiede per poter impostare una routine che possa essere delicata, rispettosa e benefica per le proprie ciocche.

In base quindi alla tipologia di capello, che sia grasso o secco, sfibrato o trattato, bisognerà utilizzare prodotti per il lavaggio e la messa in piega che siano dedicati e ben formulati.

Conoscendo bene la propria chioma sarà quindi semplice optare per prodotti che possano prendersi cura delle esigenze dei propri capelli che ad ogni lavaggio ringrazieranno con una salute maggiore e una bellezza assolutamente naturale!

Scegliete la formulazione più adatta a voi o andate per tentativi nel caso in cui non lo sappiate ancora con certezza, noterete subito quando un prodotto farà al caso vostro.

Optate sempre per la delicatezza a meno che non abbiate particolari problemi da trattare e con un po’ di costanza vedrete rinascere la bellezza naturale della vostra chioma.

Lo styling

La bellezza del capello, soprattutto per le donne, passa anche dalla messa in piega e dall’acconciatura.

Anche in questo caso è fondamentale prestare cura e attenzione alla scelta dei prodotti e degli accessori per lo styling.

Trovate quindi il leave-in perfetto rispettando le esigenze dalla vostra chioma e, al momento dell’asciugatura e della messa in piega optate per dispositivi che non vadano ad aggredire il capello.

Utilizzate il phon a temperatura media e a velocità non troppo elevate, in questo modo riuscirete a simulare un’asciugatura naturale.

Evitate più che potete le fonti di calore troppo elevate, ma se siete ossessionate dalla piastra e non riuscite a rinunciarci, prestate attenzione al tipo che utilizzate!

La cosa migliore sarebbe quella di utilizzare una piastra a vapore, della quale potete trovare tutte le informazioni necessarie nella pagina www.piastrepercapelli.info/piastra-a-vapore/!

Novità degli ultimi anni, è un must have per la messa in piega. Non solo vi donerà un liscio perfetto ma anche nutrito e strepitosamente sano!

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Le mamme di tutto il mondo parlano la stessa lingua: il maternese. Svelati i suoi segreti

Quando le mamme parlano ai bambini piccoli il timbro della loro voce cambia in un modo unico, che è indipendente dalla lingua d’origine. È una nuova caratteristica del cosiddetto Baby Talk, in italiano conosciuto anche col termine di maternese o madrese: è il metodo peculiare con cui i genitori – ma in generale tutti gli adulti – si rivolgono ai bambini piccoli, in particolar modo ai neonati. In linea di principio il Baby Talk prevede un’intonazione ben scandita, frasi brevi e una semplificazione del lessico e della sintattica, il tutto per favorire l’acquisizione del linguaggio al bambino, sebbene non esista alcuna prova scientifica che tale processo agevoli l’apprendimento del piccolo.

Studiando gli effetti e le sonorità del Baby Talk, i ricercatori del Baby Lab presso l’Università Princeton hanno voluto capire se tutte le madri allineano la propria voce in un modo specifico senza rendersene conto, determinando che è proprio il timbro – una sorta di ‘impronta digitale’ della voce – a variare in un modo specifico. “Noi usiamo il timbro, il tono o la qualità unica di un suono per distinguere costantemente persone, animali e strumenti”, ha sottolineato la dottoressa Elise Piazza, autrice principale della ricerca. “Abbiamo scoperto che le madri alterano questa qualità di base delle loro voci quando parlano ai neonati e lo fanno in modo molto coerente in molte lingue diverse”, ha aggiunto la studiosa.

Per determinarlo Piazza e colleghi hanno innanzitutto coinvolto 12 madri di lingua inglese, e dopo averle registrate durante conversazioni con i loro figli piccoli (dai 7 ai 12 mesi) e che con gli adulti ne hanno ottenuto una misura specifica del timbro. La sua variazione tra i due modi di parlare è così netta che un computer riesce a determinare con esattezza se ci si sta rivolgendo a un bambino piccolo o meno, anche per un solo secondo all’interno di una lunga conversazione. Partendo da questo dato gli studiosi hanno voluto capire se questa variazione del timbro avviene indipendentemente dalla lingua, così hanno coinvolto altre 12 madri, tutte di lingua diversa. Fra esse francesi, tedesche, cinesi, russe, polacche e via discorrendo.

Dall’analisi al computer è emerso che la variazione del timbro era presente in ogni lingua, inoltre il dato era perfettamente allineato con quello ottenuto dalle madri di lingua inglese. L’algoritmo al computer, ‘addestrato’ in inglese, era infatti perfettamente in grado di distinguere la variazione specifica del Baby Talk anche nelle altre lingue. Insomma, tutte le mamme del mondo si rivolgono ai propri figli con lo stesso timbro di voce, e molto probabilmente, spiegano i ricercatori, ciò avviene anche per i papà. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Cell.

[Credit Neildodhia]

Fonte: Le mamme di tutto il mondo parlano la stessa lingua: il maternese. Svelati i suoi segreti

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