Categoria: Salute e Benessere

PECHINO, 26 giugno 2018 /PRNewswire/ — JA Solar Holdings Co., Ltd. (Nasdaq: JASO), un produttore leader mondiale di prodotti per energia solare a elevate prestazioni, ha annunciato oggi di aver vinto il premio ‘Top Brand PV Seal 2018’ (Miglior marchio FV sigillo di garanzia 2018) dell”EuPD Research in Australia.

L” EuPD Research è un ente molto conosciuto nell”industria del fotovoltaico. Basandosi su indagini complete tra le aziende che si occupano di installazione di fotovoltaico e utenti finali in Australia, l”EuPD Research conferisce un sigillo di garanzia alle aziende eccellenti che ottengono buoni risultati sotto ogni aspetto. I risultati del sondaggio sono un”importante referenza per i clienti che selezionano prodotti fotovoltaici di alta qualità. Da quando la JA Solar è entrata nel mercato australiano nel 2013, ha ricevuto numerosi riconoscimenti e feedback positivi in merito ai suoi prodotti ad alte prestazioni e grazie al suo eccellente servizio clienti. Le spedizioni di JA Solar sono sempre state in una posizione di rilievo. Nel 2017, JA Solar ha coperto il 15,3% del mercato FV in Australia.

In quanto possessori del brevetto PERC, i prodotti PERC di JA Solar ad alte prestazioni hanno successo nel mercato australiano, in particolare i moduli bi facciali a doppio vetro e i moduli PERC semi cella. Attraverso anni di lavoro, JA Solar ha stabilito cooperazioni a lungo termine con molte società famose in Australia.

Cao Bo, Vicepresidente di JA Solar, ha commentato: ‘JA Solar ha aperto una sua succursale in Australia nel 2013. Abbiamo inoltre aperto punti vendita locali e una piattaforma di supporto per poter garantire ai clienti dei servizi puntuali, di alta qualità e mirati. Con un”ulteriore espansione nel mercato australiano, JA Solar continuerà ad aggiornare le tecnologie e migliorare le soluzioni di servizio, garantendo ai suoi clienti moduli solari di elevata affidabilità e di servizio superiore.’

Richieste dei media:

Xiaorui Sun
+86-10-6361-1888 x1698
bj.sunxr@jasolar.com  

 

Read Full Article

LONDRA, 7 maggio 2018 /PRNewswire/ — GI Supply, Inc. ha annunciato oggi che il suo Tatuaggio endoscopico Spot® Ex ha ricevuto il marchio CE ed è ora disponibile in Europa.  Spot Ex® viene utilizzato per contrassegnare endoscopicamente il tessuto canceroso, le lesioni sospette e i polipi per un”identificazione futura più semplice nelle procedure di colonoscopia di follow-up o durante l”intervento chirurgico.  Si tratta dell”unico tatuaggio endoscopico ad avere indicazioni di sorveglianza clinica di lungo termine che danno ai gastroenterologi la possibilità di implementare le nuove linee guida ESGE

‘I progressi nello screening e nelle terapie stanno aiutando a ridurre i decessi da tumore del colon-retto in tutta Europa. La polipectomia e l”EMR sono ora competenze comuni per i gastroenterologi e consentono ai pazienti di curare i tumori senza la necessità della chirurgia tradizionale’, ha affermato il Professor Cesare Hassan, Primario dell”unità di endoscopia dell”Ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma.  ‘Le nuove linee guida ESGE formulate dagli esperti più riconosciuti al mondo raccomandano il followup di lungo termine dei pazienti che sono stati sottoposti a queste procedure, per rilevare e trattare le recidive in modo da ridurre il rischio di tumori di intervallo’.  Il Professor Hassan inoltre ha aggiunto: ‘Sono molto lieto di avere Spot Ex perché si tratta dell”unico tatuaggio indicato per la sorveglianza clinica di lungo termine’.

Le nuove linee guida ESGE raccomandano il tatuaggio di tutte le lesioni che necessitano di follow-up in occasione di colonoscopie o interventi chirurgici futuri (Ferlitsch 2017).  Spot Ex® è l”unico tatuaggio endoscopico ad avere indicazioni di sorveglianza clinica di lungo termine. 

Inoltre la nuova formulazione di Spot Ex è molto più scura del prodotto Spot attuale e questo rende il tatuaggio più facile da ritrovare e aiuta gli endoscopisti e i chirurghi a gestire le pressioni di tempo e produttività. Sono stati condotti due nuovi studi clinici per verificare la visibilità al 100% di Spot nelle procedure di follow-up fino a 11 anni più tardi. (Cano 2017 e Jackson 2017). 

‘La nostra missione a GI Supply è aiutare sempre più medici gastrointestinali ad eseguire procedure endoscopiche più avanzate in modo sicuro ed efficiente, e Spot Ex è un enorme passo in avanti per soddisfare tali esigenze’, ha affermato Luke Johnson, AD di GI Supply. ‘Siamo lieti di poter ampliare la disponibilità di Spot Ex in Europa e di fornire ai medici un passo in avanti nella lotta contro il tumore del colon-retto’. 

Informazioni su GI SupplyGI Supply, Inc., un”azienda privata con sede a Camp Hill, PA, è stata fondata quasi 30 anni fa dal Dott. Frank Jackson, un gastroenterologo e imprenditore, per aiutare a risolvere molte delle difficoltà cliniche affrontate nella pratica quotidiana.  Oggi i prodotti GI Supply sono utilizzati ogni giorno in tutto il mondo da gastroenterologi e chirurghi del colon-retto in oltre 50 paesi.

Maggiori informazioni su Spot Ex a http://www.spotextattoo.eu

Trovate un distributore europeo di Spot Ex

INFORMAZIONI DI CONTATTO

Media

Contatto: Caroline Abrego, Direttore di marketing europeo

Telefono: +44 7831482380

Email: c.abrego@gi-supply.com

 

Foto – https://mma.prnewswire.com/media/629087/GI_Supply_Spot_Ex.jpg

Logo – https://mma.prnewswire.com/media/629086/Spot_Ex_Logo.jpg

Per aiutare i gastroenterologi e i chirurghi a implementare le nuove linee guida della Società Europea di Endoscopia Gastrointestinale (ESGE).

Read Full Article

Perché seguire un corso di primo soccorso

Seguire un corso di primo soccorso è molto importante per entrare in contatto con la cultura della sicurezza che dovrebbe contraddistinguere tutti i nostri comportamenti quotidiani: grazie a questa opportunità, infatti, è possibile usufruire delle nozioni basilari che permettono di far fronte a eventuali situazioni di emergenza con cui si potrebbe avere a che fare sul posto di lavoro, in occasione di un evento sportivo o in qualsiasi altro contesto. Un corso del genere mette a disposizione i mezzi e le competenze che servono per prestare il primo soccorso pur non essendo medici qualificati.

Come ci spiega Life Academy che si occupa di corsi di primo soccorso a Udine, quando si parla di primo soccorso, infatti, si fa riferimento all'insieme di interventi che devono essere messi in atto nei confronti di chi ne ha bisogno mentre si aspetta l'arrivo di personale specializzato. Come si può facilmente intuire, in situazioni di questo tipo è fondamentale essere tempestivi. In alcuni ambiti, per altro, seguire un corso di primo soccorso è addirittura obbligatorio: per esempio in tutte le aziende con almeno un socio lavoratore o un dipendente. In tali imprese è necessario, sulla base di quanto previsto dal d. lgs. n. 81 del 2008, individuare un responsabile del primo soccorso, da cui dipendono la sicurezza e la salute dei lavoratori nelle emergenze.

Al di là degli obblighi di legge, chiunque dovrebbe prendere parte a un corso di primo soccorso, anche se non si lavora in un'azienda. Le tematiche che vengono affrontate mettono a disposizione una panoramica variegata e completa di tutti gli interventi che devono essere effettuati nelle emergenze: spesso si tratta di comportamenti che fanno la differenza tra la vita e la morte. Con lezioni di teoria e lezioni di pratica, si impara a riconoscere e identificare le emergenze sanitarie e ad attuare gli interventi di primo soccorso, oltre che ad allertare i sistemi di soccorso, sempre tenendo in considerazione i rischi specifici delle diverse attività.

Il primo soccorso può essere fondamentale in molteplici occasioni: di fronte a una persona in arresto cardiaco, per esempio, o quando si ha a che fare con un soggetto in preda a una crisi asmatica. Ancora, è necessario intervenire di fronte a una reazione allergica, a una crisi convulsiva, a uno shock, a un'emorragia esterna dovuta a un incidente, e così via. Sapere in che modo ci si deve comportare in tali circostanze permette anche di evitare manovre non corrette che possono rischiare di peggiorare lo stato di salute e le condizioni della vittima. 

Read Full Article

Prendersi cura della propria salute è una buona abitudine che inizia a tavola. E’ proprio attraverso l’attenzione che poniamo ai cibi che ingeriamo che possiamo iniziare a vivere una vita sana ed equilibrata, riuscendo ad apportare al nostro organismo le vitamine ed i sali minerali necessari per poter affrontare al meglio una giornata di studio o di lavoro. A tal proposito ricordiamo che un’ottima fonte di nutrienti utili al nostro corpo può essere rappresentata da porzioni di frutta e verdura, non sempre però essa viene consumata con facilità e nelle forme più adatte per reperire il massimo del potere nutritivo. Per ovviare a questo tipo di problema è stato inventato l’estrattore, un elettrodomestico che trova nel modello Siquri Juicepeace la sua massima aspirazione. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Quali sono le caratteristiche del Siquri Juicepeace?

Una delle caratteristiche peculiari di un estrattore è senza ombra di dubbio la possibilità di poter lavorare a freddo, permettendo così agli alimenti di conservare al 100% inalterate le proprie caratteristiche nutritive. L’estrattore produce in questo modo dei succhi che hanno come minimo comune denominatore la salubrità, non dimentichiamo infatti che oltre ad essere degli ottimi coadiuvanti per diete dimagranti, gli estratti sono anche ottimi prodotti per chi svolge attività sportiva. I prodotti che possiamo ricavare dalla spremiture a freddo con questo elettrodomestico sono succhi di corposità molto differente a seconda delle impostazioni che vengono date alla macchina, è però importante dire che attraverso la tecnologia Cold Press essi mantengono salvaguardati i sali minerali, gli enzimi e le vitamine presenti naturalmente nella frutta e nella verdura. Il grande potere estrattivo di questo macchinario è da attribuirsi alla sua potenza, con soli 32 giri al minuto infatti riesce a convertire rapidamente i vostri prodotti ortofrutticoli da solidi a liquidi lavorando attentamente sulla loro consistenza e privandoli allo stesso tempo di semi e scarti come possono essere ad esempio le bucce.

L’attenzione ai dettagli: una mission centrata in pieno.

L’estrattore SiQuri JuicePeace è particolarmente apprezzato perché riesce a preparare succhi in grado di mantenere la sicurezza alimentare e la tranquillità nei suoi utilizzatori, tutto ciò è reso possibile perché esso è stato progettato con materiali certificati BPA free studiati appositamente per garantire al cliente un alto livello di resa e una vita prolungata dell’elettrodomestico. Le contaminazioni esterne sono praticamente assenti, proprio per questo è stato inserita nel design, già accattivante di suo, la tecnologia del tappo antigoccia che ne rende facile la pulizia. L’igiene è una cosa molto importante, per questo motivo la pulizia di questo estrattore è facilitata dal sistema di smontaggio 3 in 1, ogni sua parte inoltre è lavabile in lavastoviglie, fatta eccezione per la parte centrale provvista di motore.

Energia pronta da bere.

Per poter godere appieno delle proprietà degli estratti è bene sapere che essi devono essere consumati subito, sarebbe inoltre meglio che essi venissero prodotti con frutta e verdura fresche di stagione prodotte da agricoltura biologica. I succhi hanno delle proprietà antiossidanti molto spiccate, per questo motivo vengono utilizzati da uomini e donne di tutte le età e che hanno deciso di optare per uno stile di vita sano. Il loro potere energizzante è particolarmente apprezzato dagli studenti e da chi svolge attività fisica intensa ed ha bisogno di reintegrare le sostanze perse con la sudorazione. Il succo è da considerarsi decisamente più indicato rispetto alla frutta e alla verdura fresca, questo perché, a parità di nutrimenti, è molto più facile da digerire e più facile da assimilare.

Read Full Article

I consigli per cuocere i cibi nel modo giusto e ridurre il rischio cancro

A partire dall’11 aprile 2018 i cuochi, i pasticcieri e le industrie saranno costretti a ridurre i livelli di acrilammide nei loro prodotti per rispettare il Regolamento (Ue) 2017/2158, che entrerà in vigore proprio in quella data. L’acrilammide è una sostanza genotossica e cancerogena, capace di provocare mutazioni del DNA, aumentando il rischio di cancro. Può venirsi a formare in modo naturale durante la cottura dei prodotti amidacei che contengono zuccheri e l’amminoacido asparagina come patate, cereali, caffè, pane, pizza, biscotti e fette biscottate. In particolare, si sviluppa soprattutto quando si frigge, si cuoce un cibo al forno, alla griglia, o comunque tutte le volte in cui la temperatura di cottura supera i 120 gradi. Ecco quali sono i consigli per ridurre al minimo la formazione di questa sostanza in cottura.

I consigli per ridurre la formazione di acrilammide.

Sbollentare le patate in acqua e aceto – Quando vengono cucinate, è necessario sbollentarle per 6-8 minuti in acqua e aceto per poi passare alla frittura o alla cottura al forno poiché l’ambiente acido rallenta la formazione di acrilammide. E’ consigliabile, inoltre, usare la carta forno per evitare che si brucino a contatto con la teglia.

Usare farine raffinate – La farina di segale e quelle integrali tendono a produrre maggiori quantità di acrilammide ed è dunque consigliabile utilizzare delle farine raffinate reperibili in erboristeria o in farmacia che contengono anche altre fibre come il bambù o l’inulina. Così facendo, non si rinuncia ai cibi ricchi di fibre.

Aggiungere del tè verde alla panatura – I cibi che vengono impanati e fritti vanno facilmente incontro alla formazione di sostanze cancerose durante la cottura. Per ridurre al minimo i rischi, è possibile aggiungere un 3% di foglie di tè verde al pangrattato, così da diminuire del 50% la formazione di acrilammide.

Usare farina di segale durane la cottura – Aggiungere farina di segale e di grano saraceno noce moscata, finocchio, anice e chiodi di garofano è il metodo ideale per ridurre la formazione di acrilammide. E’ un composto capace di contrastarne lo sviluppo del 20% circa.

Preferire i cibi a lunga lievitazione – I lieviti si nutrono degli zuccheri che si formano in seguito alla scissione dell’amido della farina e, chi vuole mangiare sano, farebbe meglio a preferire i cibi a lunga lievitazione. In questo modo diminuisce la quantità di zuccheri riducenti che formano l’acrilammide.

Fonte: I consigli per cuocere i cibi nel modo giusto e ridurre il rischio cancro

Read Full Article

La paura dei buchi in realtà è ‘solo’ schifo: sfatato il mito della tripofobia

La tripofobia, comunemente nota come “paura dei buchi”, si manifesta con una risposta fisiologica molto più vicina a quella del disgusto che a quella della paura. In altri termini, secondo gli scienziati dell’Università Emory di Atlanta (Stati Uniti) che hanno condotto la ricerca, la tripofobia non sarebbe una vera e propria fobia. Del resto questo disturbo, legato a un’avversione per le immagini e gli oggetti che presentano pattern circolari ripetuti – come un innocuo baccello di loto o le bollicine del caffè -, non è ancora riconosciuto ufficialmente nel “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” dell’American Psychological Association, tuttavia ne soffrono moltissime persone, e diversi studi sono stati condotti per inquadrarlo correttamente. Ora è stata osservata una risposta fisiologica – il restringimento delle pupille – che potrebbe finalmente far luce sulla condizione.

Gli studiosi, coordinati dagli psicologi Stella F. Lourenco e Vladislav Ayzenberg, hanno coinvolto due gruppi di studenti (da 41 e 44 partecipanti rispettivamente) e li hanno sottoposti alla visione di alcune immagini. Venti rappresentavano animali pericolosi come ragni e serpenti; venti erano in grado di suscitare repulsione nei tripofobici (come i suddetti baccelli del loto); altre venti erano invece immagini di controllo, con animali innocui e schemi ripetitivi ad alto contrasto non associati alla tripofobia. Durante l’osservazione delle immagini i partecipanti sono stati monitorati con una tecnologia di eye tracking, in grado di determinare anche l’ampiezza dell’apertura pupillare.

Com’è noto, le dimensioni della pupilla variano in base alla situazione, e quando si è impauriti e il corpo si prepara al ‘combatti o fuggi’ si dilata, in associazione a un aumento del battito cardiaco e ad altri parametri fisiologici. Questa reazione è guidata dal sistema simpatico, ed è stata rilevata nei partecipanti impegnati nell’osservazione delle immagini con animali pericolosi. I ricercatori si aspettavano che le immagini in grado di scatenare la tripofobia avrebbero innescato una reazione simile, ma in realtà la pupilla dei partecipanti si è ristretta e il loro battito cardiaco è diminuito; questo tipo di risposta è guidato dal sistema parasimpatico ed è compatibile con quella del disgusto. “In superficie, le immagini di animali pericolosi e i raggruppamenti di buchi suscitano entrambi una reazione avversa”, ha sottolineato il professor Ayzenberg. “I nostri risultati, tuttavia, suggeriscono che le basi fisiologiche per queste reazioni sono diverse, anche se l’avversione generale può essere radicata in proprietà visive spettrali condivise”, ha aggiunto il ricercatore.

In uno studio del 2013 chiamato “Fear of Holes” condotto dall’Università di Essex si propose una base evolutiva della tripofobia, che sarebbe stata legata dalla paura ancestrale verso pericoli come ragni, serpenti e alveari di calabroni, che presentano pattern ripetuti circolari. In una ricerca dell’Università del Kent, d’altro canto, gli scienziati hanno trovato un legame più stretto col disgusto e la repulsione, in particolar modo verso malattie infettive e raggruppamenti di parassiti che presentano anch’essi pattern circolari. La nuova indagine non ha fatto altro che mettere in luce la base fisiologica della tripofobia, che è appunto più vicina al disgusto e non alla paura. I dettagli dello studio americano sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PeerJ.

Se sei tripofobico ti sconsigliamo di guardare queste immagini, se non lo sai, scoprilo:

[Credit: Gellinger]

Fonte: La paura dei buchi in realtà è ‘solo’ schifo: sfatato il mito della tripofobia

Read Full Article

Sai cos’è la lanolina e perché viene utilizzata nei cosmetici? Ecco le sue proprietà

Molte di voi avranno sentito parlare della lanolina a proposito di maglioni o detergenti per la lana, si tratta in realtà di una sostanza  che può avere anche altri usi, soprattutto cosmetici. La lanolina è una sostanza cerosa, detta anche “cera della lana”, che viene prodotta naturalmente dalla pecora e che si deposita sul manto, svolgendo un’azione protettiva e preservando la pelle dell’animale da disidratazione, escoriazioni e irritazioni. Si tratta quindi di una sostanza dalle proprietà emollienti, idratanti e cicatrizzanti, un ingrediente di bellezza molto antico che trova largo impiego nell’industria cosmetica. Ma scopriamo cos’è la lanolina, le sue proprietà e gli usi, e se ci sono controindicazioni.

Lanolina: cos’è e come viene estratta.

La lanolina è una sostanza giallastra e untuosa secreta dalle ghiandole sebacee della pecora, e che si accumula sul suo manto svolgendo un’azione protettitiva da agenti atmosferici e disidratazione. La lanolina è una cera, non si tratta quindi di un grasso, come erroneamente si può credere, è infatti priva di glicerina, si avvicina quindi alle cere. L’estrazione della lanolina avviene dopo la tosatura della pecora: la lana viene sottoposta a lavaggio con acqua calda e specifici detergenti, così da eliminare sporco e liquidi in eccesso. Una volta estratta, la lanolina viene poi continuamente eliminata e sottoposta a un processo di purificazione che la rende anidra, cioè priva di acqua: il prodotto finale è una sostanza molto untuosa, il suo colore appare bianco-gialliccio e ha un odore debole ma caratterisitico, la sua consistenza, inoltre, è abbastanza molle. La lanolina pura è quindi molto simile ad un unguento appiccicoso e denso.

In quali prodotti viene utilizzata la lanolina?

La lanolina è una sostanza che viene utilizzata principalmente nei cosmetici ad azione levigante, in prodotti emollienti e formulazioni cosmetiche adatte alla cura di cute, peli e capelli: creme, pomate, emulsioni, saponi, bagnoschiuma I prodotti a base di lanolina sono utili soprattutto in caso di abrasioni e di screpolature e arrossamenti della pelle dovuti a sbalzi di temperatura o ad una prolungata ed eccessiva esposizione al sole. La lanolina viene spesso utilizzata sia pura che nei prodotti cosmetici, per la cura della pelle di mani e piedi. Troviamo la lanolina anche in pomate specifiche rivolte alle donne che allattano, per prevenire o curare le ragadi o le irritazioni causate da una errata suzione del neonato. La lanolina viene utilizzata in campo farmaceutico per la preparazione di pillole e pastiglie, la troviamo anche nei prodotti che contribuiscono alla formazione della vitamina D3. La lanolina pura, sottoposta a processo di purificazione, si può acquistare in farmacia o erboristeria.

Proprietà e usi cosmetici della lanolina.

La lanolina ha proprietà emollienti utili ad ammorbidire e nutrire la pelle, aiuta infatti a formare sulla pelle una leggero strato lipidico che non altera i valori del pH della cute, in quanto si tratta di un prodotto neutro che raramente dà problemi di irritazione, inoltre si assorbe rapidamente. La lanolina ha anche proprietà cicatrizzanti, in quanto aiuta a rimarginare piccoli tagli, soprattutto quelli dovuti a screpolature. Si tratta inoltre di una sostanza asettica che non favorisce infiammazioni o infezioni, ostacolando invece, lo sviluppo di microrganismi. Ma scopriamo quali sono gli usi cosmetici della lanolina e in che modo utilizzare i prodotti che la contengono per la cura della nostra pelle.

Come balsamo riparatore: in caso di mani e piedi screpolati potete utilizzare la lanonila che, oltre ad ammorbidire e nutrire la pelle, aiuterà anche a rimarginare piccoli tagli causati dalla screpolatura. In inverno utilizzatela quindi regolarmente sulle mani per evitare che siano danneggiate dal freddo. Applicatela poi su piedi e soprattutto talloni quando sono secchi, per nutrire a fondo la pelle e avere piedi morbidi a lungo. Potete poi applicare la crema a base di lanolina anche per eliminare le irritazioni ai lati del naso, causate da un forte raffreddore, sia nei bambini che negli adulti.

Per eliminare le cuticole: per avere una manicure perfetta è necessario eliminare o minimizzare al massimo le cuticole intorno alle unghie, soprattutto quando sono secche. Applicate ogni sera la lanolina pura o in crema con un leggero massaggio: contribuirà ad ammorbidire in pochissimo tempo le cuticole facilitando le operazioni per una manicure impeccabile.

Utile contro l’herpes: la lanolina puà essere utilizzata anche in caso di herpes cronico. Applicate il prodotto sulle labbra e intorno alla zona interessata soprattutto quando inizia la stagione fredda e in estate: spesso basta infatti un piccolo taglietto o una screpolatura per scatenare la comparsa del fastidiosissimo herpes. In questi periodo tenete la labbra ben idratate applicando un po’ di lanolina ogni giorno, aiuterà a mantenerle morbide.

Contro scottature e piccole ustioni: la lanolina può essere utilizzata anche in caso di scottature, non solo quelle dovute a una eccessiva esposizione al sole, ma anche a piccoli bruciature causare dal ferro da stiro o dall’acqua bollente: la lanolina svolge infatti un’azione rigenerante. Spalmatela abbondantemente sulla zona da trattare e fatela assorbire pian piano: vi aiuterà a ripristinare lo stato della cute in poco tempo.

Ottimo come burrocacao e lucidalabbra a lunga durata: la lanolina è poi un toccasana per le labbra screpolate in quanto aiuta a proteggerle dal vento e dal freddo. Oltre ad ammorbidirle e lenirle, dona alle labbra anche un effetto lucidalabbra a lunghissima tenuta. La lanolina viene infatti utilizzata spesso anche dai make up artist per ottenere un effetto gloss naturale, spesso lo si mescola anche al rossetto per renderlo più emolliente. La sua luminosità lo rende utile nel make up anche per donare risalto a zigomi e arcata sopraccigliare.

Per la cura dei capelli secchi e rovinati: in caso di capelli molto secchi o danneggiati è possibile utilizzare prodotti idratanti per capelli, ma anche balsami o prodotti per lo styling a base di lanolina, oppure eseguire un trattamento intensivo dal parrucchiere che duri nel tempo: in questo caso la lanolina viene applicata ciocca per ciocca sotto forma di siero, viene poi fissata alla struttura del capello grazie al calore del casco. Si crea così una pellicola protettiva che ristruttura i capelli in profondità.

Lanolina durante l’allattamento al seno, sì o no?

La lanolina viene utilizzata spesso in prodotti cosmetici rivolti alle donne che allattano, per proteggere i capezzoli e l’area circostante grazie alla sua azione emolliente e cicatrizzante. Si tratta di solito di prodotti consigliati da ostetriche o da mamme che li hanno provati: in farmacia si trovano prodotti a base di lanolina pura formulati per essere utilizzati in una zona tanto delicata, spesso senza il bisogno di risciacquare la zona prima di allattare. Non tutte le mamme sono però disposte ad utilizzare questa tipologia di prodotto perché preoccupate del rischio di sostanze chimiche o pesticidi che possono essere presenti nei prodotti e che potrebbero essere ingerite, anche in minima parte, dal neonato durante la suzione. Il consiglio è di chiedere il parere del medico prima dell’utilizzo per valutarne insieme l’utilità e l’eventuale pericolosità del prodotto per il bambino.

Controindicazioni della lanolina.

La lanolina, a causa del contenuto di alcoli, potrebbe causare reazioni allergiche nei soggetti predisposti: prima di utilizzarla accertatevi di non essere allergici alle sostanze contenute al suo interno. Come abbiamo già detto, la lanolina può essere controindicata durante l’allattamento, a causa delle varie lavorazioni chimiche che potrebbero renderla tossica per il neonato.

Fonte: Sai cos’è la lanolina e perché viene utilizzata nei cosmetici? Ecco le sue proprietà

Read Full Article

Mascherine trasparenti per apparecchi a prova di sorriso

L'armonia di un bel sorriso parte dalla regolarità della dentatura. Molto spesso per conformazione genetica della struttura mandibolare, nell'80% dei casi risulta avere delle imperfezioni dovute ad errati assetti mandibolari, ma anche a problemi dovuti alla postura della colonna vertebrale, soprattutto nella zona cervicale. Importanti studi nel campo medico scientifico hanno portato ad individuare una diretta correlazione tra patologie a carico del sistema nervoso e circolatorio e l'armonia dentaria e mandibolare. Raddrizzare l'arcata dentaria è un'esigenza non soltanto estetica, serve a dare il giusto assetto al proprio corpo. Apparecchi ortodontici possono essere utilizzati a qualsiasi età, molto spesso sono i bambini e i ragazzi in età pre-adolescenziale ad avere più bisogno, ma negli ultimi anni, anche gli adulti molto spesso sentono la necessità di dare un nuovo e rinnovato aspetto ai propri denti. Le nuove tecnologie e i nuovi materiali hanno portato ad importanti novità nel campo dell'ortodonzia. Oggi si usano materiali trasparenti, come le mascherine che applicate sullo smalto dentale sono pressoché invisibili. L'ortodonzia invisibile è il nuovo standard proposto dalla clinica Favero.

In questo studio dentistico è presente uno staff di accreditati medici dentisti e ortodontici che propongono solo il meglio ai clienti che vogliono curarsi i denti attraverso l'applicazione di un apparecchio ortodontico invisibile. Nella clinica è possibile eseguire esami diagnostici, ma anche RX dell'arcata dentale in modo da capire la struttura e agire di conseguenza. Sin dal primo contatto i clienti sono posti al loro agio da personale competente che sulla base dell'intervento da effettuare creano un piano di intervento e di applicazione delle mascherine trasparenti e del filo di titanio. Ogni intervento è concordato secondo i tempi più congeniali al cliente. Anche i pagamenti possono essere dilazionati nel tempo, in modo da permettere a chiunque di avere un apparecchio di ultima generazione. È possibile utilizzare due tipi di apparecchi ortodontici, il primo prevede l'installazione di mascherine trasparenti all'esterno dell'arcata dentale, il secondo, invece, prevede il fissaggio delle stesse dalla parte interna della bocca, in questo modo non si vedrà esternamente e il sorriso resterà perfetto e pulito. Il secondo è preferito sia dai pazienti che dal dottor Favero, per vari motivi, il primo e più importante è che permette di intervenire rapidamente sul movimento dei denti, il tiraggio è più intenso e permette in poco tempo di avere dei denti dritti e perfetti. Con le mascherine trasparenti interne è possibile intervenire direttamente sul morso delle mandibole, correggendolo e attenuando le conseguenze fisiche che naturalmente si verificano dopo l'applicazione dell'apparecchio dentale. Le mascherine trasparenti sono realizzate con una speciale lega polimera, molto resistente. La resina è intaccabile dagli acidi alimentari ed è sufficiente la normale profilassi igienica per tenerle sempre pulite ed efficienti. Periodicamente l'odontotecnico provvederà a stringere o allargare le mollette fissate ad esse per tendere o allentare il filo di titanio.

 

Read Full Article

Senti il suono che fa questa gif? Perché 7 per persone su 10 ci riescono

Tre persone su quattro indicano che riescono a sentire il suono di una curiosa gif animata nella quale un allegro traliccio è impegnato nel salto della corda, come il più allenato dei Rocky Balboa. Non ci sarebbe nulla di strano se l’animazione fosse effettivamente accompagnata da un suono, ma come ben sappiamo le gif sono del tutto prive del segnale audio. In altri termini, sono “mute”. Allora perché la maggior parte delle persone riesce a sentire questo suono? La scienza ha una risposta: in parole semplici, il nostro cervello ha la capacità ricodificare i segnali visivi come suoni, e quando un suono viene rappresentato visivamente è possibile che esso si “materializzi” in modo subliminale. Innanzitutto ecco a voi la gif.

Riuscite a sentire anche voi i tonfi prodotti dai pesanti rimbalzi del traliccio metallico? Bene, siete in ottima compagnia. Questa animazione non è nuova e ciclicamente torna virale sulla rete, creando stupore – e qualche volta un senso di inquietudine – in chi riesce a percepire il suono inesistente. Recentemente è arrivata alla ricercatrice Lisa Debruine dell’Università di Glasgow, che ha deciso di creare un sondaggio su Twitter per verificare le reazioni dei suoi follower. Circa il 75 percento ha dichiarato di sentire un rumore sordo, come quello di un tonfo, mentre un 4 percento ha indicato di sentire qualcosa che non sa definire.

Naturalmente quella del traliccio non è l’unica gif di questo genere, e un’altra che riesce a suscitare una sensazione simile è quella di Tigro (un personaggio di Winnie the Pooh) che dipinge strisce nere sull’asino di pezza Hi-Ho. Anche in questo caso alcuni riescono a sentire i balzelli di Tigro, ma in percentuale significativamente minore rispetto a quelli del pesante traliccio. L’immagine condivisa dalla dottoressa Debruine riuscirebbe a “ingannare” più efficacemente il nostro cervello a causa del tremolio applicato alla telecamera, che rende la rappresentazione visiva ancor più realistica.

Il cosiddetto “Effetto McGurk-MacDonald” si basa su un principio analogo, nel quale il cervello viene indotto a sentire cose diverse da quelle effettivamente prodotte a causa delle informazioni visive percepite. Ad esempio, osservando la bocca di una persona che pronuncia il fonema “ga” ma il suono ascoltato è “ba”, è molto probabile che il cervello percepisca un “da”, a causa dell’interazione tra l’informazione visiva e quella uditiva.

All’inizio dell’anno un team di ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Londra ha dimostrato che in alcuni esperimenti i partecipanti potevano ascoltare un suono accompagnato a lampi e flash completamente silenziosi, un altro esempio dell’influenza della vista sull’udito. La cosiddetta sinestesia è legata proprio alla percezione di uno stimolo proveniente da un senso che induce un’esperienza “automatica” in un altro senso, pur non essendo coinvolto direttamente. Insomma, se anche voi avete sentito i rimbalzi del traliccio, è del tutto normale.

Fonte: Senti il suono che fa questa gif? Perché 7 per persone su 10 ci riescono

Read Full Article

Il segreto dell’intelligenza finalmente svelato dalla scienza

Le persone intelligenti hanno un cervello ‘cablato’ in maniera più efficiente, nelle quali il flusso e lo scambio di informazioni tra le varie regioni cerebrali è più o meno fitto in base alle aree prese in considerazione. In altri termini, l’intelligenza, definita (non ufficialmente) come l’insieme delle facoltà emotive, cognitive e comportamentali che ci aiutano ad avere “successo”, non dipenderebbe dalle differenze fisiche tra le regioni cerebrali, ma dal modo in cui esse comunicano. Lo ha determinato un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università Goethe di Francoforte, Germania, che attraverso una serie di risonanze magnetiche funzionali (fMRI) ha voluto indagare sulle basi neurobiologiche dell’intelligenza in circa 300 persone.

I ricercatori, coordinati dalle professoresse Kirsten Hilger e Ulrike Basten, già in precedenti studi avevano individuato alcune regioni del cervello il cui grado di attivazione si riflette sull’intelligenza di una persona. Fra esse vi è la corteccia prefrontale, la parte anteriore del lobo frontale del cervello. Nelle ultime indagini hanno invece dimostrato che, nelle persone più intelligenti, le regioni strettamente connesse alla funzione cognitiva e all’elaborazione delle informazioni importanti, ovvero la corteccia cingolata anteriore e l’insula anteriore, comunicano in maniera più efficiente. Allo stesso modo, nei soggetti intelligenti l’area che congiunge la corteccia temporale e quella parietale, quella che in pratica non ci fa distrarre dalle informazioni irrilevanti, è sensibilmente meno connessa al resto della rete cerebrale.

Credit: Goethe Universityin foto: Credit: Goethe University

In parole semplici, per gli studiosi tedeschi il cervello è una sorta di struttura modulare, simile a un social network con diverse sottoreti (amici, cerchie, familiari e così via) dove i singoli membri sono più o meno interconnessi fra loro. Nelle persone intelligenti determinati canali di comunicazione sono privilegiati e permettono di scambiare le informazioni importanti in modo più rapido ed efficiente. Di concerto, hanno reti meno connesse che le proteggono da input “distraenti e irrilevanti”, come ha sottolineato la professoressa Basten. “È possibile che a causa delle predisposizioni biologiche, alcuni individui sviluppino reti cerebrali che favoriscono comportamenti intelligenti o compiti cognitivi più impegnativi. Tuttavia, è altrettanto probabile che l’uso frequente del cervello per compiti di sfida cognitiva possa influenzare positivamente lo sviluppo delle reti cerebrali. Tenendo presente ciò che sappiamo sull’intelligenza, sembra molto probabile che si tratti di un’interazione di entrambi i processi”, ha concluso la ricercatrice. I dettagli dell’affascinante studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

[Credit: jarmoluk]

Fonte: Il segreto dell’intelligenza finalmente svelato dalla scienza

Read Full Article