Categoria: Salute e Benessere

Se vuoi essere felice, non pensare a quanti amici hai

Siamo portati a credere che gli amici abbiano una rete sociale – di persone reali – più grande della nostra, e ciò influenza sia lo stato emotivo che il benessere. È giunto a questa conclusione un team di ricerca composto da studiosi della Business School e della Medical School dell’Università di Harvard (Boston), che ha seguito con due distinti sondaggi 1.500 studenti iscritti al primo anno del prestigioso ateneo del Massachusetts.

“Sappiamo che la dimensione delle reti sociali ha un effetto significativo sulla felicità e il benessere, ma la nostra ricerca suggerisce che anche le semplice credenze sulle reti sociali dei coetanei hanno un impatto sulla felicità”, ha sottolineato la dottoressa Ashley Whillans, autrice principale dell’indagine. Nel primo sondaggio gli studiosi hanno chiesto a 1.099 studenti quante amicizie avessero stretto e quanti amici pensavano avessero fatto i coetanei, a partire dal mese di settembre, ovvero dall’inizio della carriera universitaria. Dai risultati è emerso che circa la metà (il 48 percento) pensava che gli altri avessero stretto un maggior numero di amicizie delle proprie, mentre il 31 percento ha pensato l’opposto.

In un secondo sondaggio, condotto su 389 studenti ‘mirati’ dai ricercatori, è emerso che chi credeva di aver stretto meno amicizie degli altri era anche il più infelice e con un livello di benessere inferiore. Curiosamente, chi pensava di essere meno ‘social’ degli altri all’inizio dell’anno accademico, col passare dei mesi ha ridotto questa valutazione, e gli scienziati suggeriscono che questo dipende dal fatto che si sente indietro proverà ad aggiungere nuovi amici per “pareggiare i conti”. Quando però il divario delle reti sociali è troppo grande, alcuni desistono e tendono ad abbandonare questa specie di ‘sfida delle amicizie’.

I ricercatori indicano che sovrastimare il numero degli amici dei propri coetanei, in un ambiente universitario, sia più semplice perché gli incontri sociali avvengono soprattutto in biblioteche e caffè pieni. Insomma, non si vedono facilmente le altre persone studiare o mangiare da sole. Si tratta dunque di percezioni che diventano più forti in determinate circostanze, ma che possono emergere anche in altri momenti della vita. Whillans e colleghi, che hanno pubblicato i dettagli della ricerca sulla rivista scientifica Personality and Social Psychology Bulletin, proveranno a valutarle anche in altri modelli, ad esempio tra persone che cambiano lavoro o si trasferiscono in una nuova città.

[Foto di Wokandapix]

Fonte: Se vuoi essere felice, non pensare a quanti amici hai

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Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

Durante le vacanze estive capita spesso di esagerare a tavola: aperitivi, grigliate, cene, spuntini calorici a base di gelati, dolci, pizzette, e si ritorna a casa con qualche chilo in più. Niente paura, vi basterà seguire una dieta del rientro per tornare in forma in poco tempo e perdere quel gonfiore che vi fa sentire come un palloncino: si tratta di semplici regole da seguire, per sentirvi di nuovo leggeri e in forma e disintossicare il corpo dalle tossine in eccesso.

Dieta del rientro: i consigli utili per recuperare la linea dopo le vacanze.

In vacanza si sa, tutto è concesso: pranzi, cene, sputini a base di cibi grassi o ricchi di zuccheri che mettono a dura prova la linea. Una volta tornati in città è importante riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e ritornare a darsi delle regole, anche a tavola, per eliminare i chili di troppo e depurare l’organismo. Non si tratta di fare grandi rinunce, ma basterà seguire dei consigli utili per ritrovare le buone abitudini con una dieta equilibrata e del sano movimento fisico.

1. Fissate obiettivi raggiungibili per perdere peso in modo graduale e duraturo.

Per perdere peso in modo graduale e duraturo fissatevi degli obiettivi raggiugibili: non più di 1 chilo a settimana, ad esempio. Evitate quindi le diete drastiche o quelle che promettono un dimagrimento veloce perché il risultato durerà poco e rimetterete in breve tempo tutti i chili persi. Seguire una dieta sana e disintossicante vi farà sgonfiare già dalla prima settimana in quanto comincerete a perdere i liquidi in eccesso.

2. Risvegliate il metabolismo fin dal mattino e concedetevi una ricca e sana colazione.

Già dal risveglio è importante mettere in moto il metabolismo: prendete un cucchiaino di olio extra vergine di oliva appena svegli e a digiuno, disintossicherete l’organismo favorendo anche le funzioni intestinali. In alternativa bevete un bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone. Dopo concedetevi una sana e ricca colazione a base di cereali integrali, latte o yogurt, un frutto oppure 2 fette biscottate integrali con un po’ di marmellata e un succo di frutta senza zucchero, o una bicchiere di latte vegetale (di soia, riso o avena).

3. Spezzate la fame con dei sani sputini.

Tra i pasti principali concedetevi sempre sputino e merenda ma non scegliete pizzette o dolci, ma preferite cibi sani e con alto potere saziante come una manciata di mandorle, che aiutano anche la concentrazione, una banana o della frutta di stagione, yogurt, barrette di cereali integrali. Potete concedervi un gelato, a patto che sia alla frutta!

4. A pranzo e a cena moderate la quantità di carboidrati e riducete il condimento.

A pranzo e a cena limitate la quantità di carboidrati e moderate l’uso del condimento: usate al massimo due o tre cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno. Per condire le verdure e l’insalata preferite l’aceto e il succo di limone, limitate poi l’uso di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e sostituitelo con le spezie e le erbe aromatiche. Per favorire la perdita di peso in modo sano e graduale, a pranzo consumate un piatto di pasta o di riso, meglio se integrali per aumentare il senso di sazietà, con verdure fresche. Per la cena preferite il consumo di carne bianca o pesce per assicurarvi il giusto apporto di proteine magre e grassi buoni, accompagnati da un contorno di insalata mista o verdure fresche, oppure formaggi magri da concedersi un paio di volte a settimana sempre abbinati a verdure crude o cotte, meglio se al vapore.

5. Tisane rilassanti per riposare bene e drenare i liquidi in eccesso.

Dopo cena concedetevi una tisana preferendo quelle a base di finocchio e liquirizia per favorire la digestione e drenare i liquidi in eccesso, oppure scegliete quella alla malva per favorire il giusto riposo. Cercate di dormire dalle 6 alle 8 ore a notte, andate a letto sempre alla stessa ora e svegliatevi presto al mattino, ciò sarà utile per recuperare i ritmi della vita di tutti i giorni e ritrovare la forma.

6. Concedetevi qualche strappo alla regola per favorire il buonumore.

Ogni tanto però è importante concedersi qualche strappo alla regola che fa anche bene all’umore, ad esempio due pasti liberi a settimana, magari nel week end, per sentirvi meno costretti e più sereni, senza però compromettere la dieta. Come comportarsi invece se ricevete un invito a cena durante la dieta? In questi casi scegliete cibi leggeri e mangiate un terzo in meno delle porzioni che consumate abitualmente.

7. Riducete il consumo di alcol e caffè e bevete tanta acqua per disintossicare l’organismo.

Almeno per un paio di settimane dopo le vacanze riducete il consumo di alcol e caffè, così da disintossicherete l’organismo dalle tossine in eccesso e sgonfiare la pancia. Cercate poi di eliminare del tutto le bevande gassate, ricche di zuccheri, in questo modo potrete raddoppiare la perdita di peso, seguendo un’alimentanzione sana e bilanciata. Idratate l’organismo bevendo almeno 1,5 litri di acqua al giorno, da integrare anche con tè verde o succo di pompelmo rosa senza zucchero.

8. Svolgete regolare attività fisica.

Fare movimento è un altro tassello fondamentale per ritornare in forma dopo le vacanze. Se non volete ancora ritornare in palestra, fate una passeggiata a passo svelto per almeno 40 minuti o, se siete allenati, una leggera corsetta, in questo modo vi sentirete da subito più leggeri e scattanti. Una volta riprese le abituali attività sportive, svolgetele con regolarità, almeno 3 volte a settimana così da fortificare i muscoli e ritrovare la forma in poco tempo.

Fonte: Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

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Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

Il pesce è un alimento che non deve mancare sulle nostre tavole: è infatti povero di grassi e ricco di proteine e  Omega 3 ma, nonostante sia uno dei cibi più amati, non sempre è facile acquistarlo e capire se quello che troviamo in pescheria sia un prodotto fresco e genuino oppure no. A norma di legge il pesce è fresco fino a massimo 3 giorni dal momento della pesca, se viene conservato in condizioni favorevoli: un pesce appena pescato e tenuto ad alte temperature, per esempio, deperirà entro poche ore. Scopriamo allora come capire se il pesce è fresco con delle semplici regole per un acquisto consapevole e senza rischi per la salute.

Come capire se il pesce è fresco: le regole generali da conoscere per un acquisto sicuro.

Per riconoscere la freschezza del pesce che stiamo per acquistare ci sono dei segnali importanto da valutare, sia di tipo olfattivo che visivo: fondamentale è l’odore ma è molto importante anche osservare gli occhi, le branchie, le consistenza, la pelle, tutti elementi che possono aiutarci a capire se quello che stiamo acquistando è pesce fresco o andato a male. Ecco nello specifico ciò che c’è da sapere.

L’odore è il primo elemento da valutare.

L’odore è la prima cosa che bisogna valutare per accertarsi della freschezza del pesce, deve infatti profumare di mare e di salsedine: se invece sentite odore di marcio evitate di acquistarlo. Nonostante sembri facile però, non tutti hanno un naso esperto per capire quando, ad esempio, il pesce viene coperto con l’ammoniaca, che viene utilizzata per disinfettare il pesce ritardandone la putrefazione. Per questo è fondamentale riconoscere anche altri segnali visivi per capire se il nostro acquisto è sicuro.

Il corpo deve essere lucido e il suo colore brillante.

Il pesce fresco deve essere lucido e brillante, ricoperto da un muco cutaneo che lo rende luminoso e scivoloso al tatto. Nel pesce non fresco o decongelato, invece, la pelle risulta opaca. Quando acquistate il pesce azzurro, come alici, acciughe, guardate anche la pancia: in queste specie, infatti, le interiora si decompongono più velocemente e ciò causa un rigonfiamento, segno che il pesce non è fresco.

Il colore del pesce deve essere brillante e ricco di sfumature, rese più evidenti dalla luce, che riprendono i colori dell’arcobaleno. Non fidatevi dunque se il colore del pesce è monocromatico e se la pelle è opaca.

L’occhio deve essere vivo.

Gli occhi del pesce fresco, pur non essendo il massimo dell’espressività, devono essere vividi e ancora gonfi, o comunque sporgenti, con la pupilla nera. Se l’occhio è spento, grigio e incavato, allora è meglio non acquistarlo: valutate questi elementi anche per capire se il pesce è decongelato, anche in questo caso, infatti, gi occhi saranno opachi e concavi. Si tratta di pochi elementi da valutare ma che vi permetteranno di fare l’acquisto giusto, senza rischi per la salute.

Il corpo deve essere rigido e le branchie di un rosso acceso.

Anche il tatto è importante: toccare il pesce è un altro elemento importante per valutarne la freschezza. Il corpo del pesce dovrà essere rigido: il rigor mortis nei pesci, infatti, si rilascia più velocemente che nei mammiferi, per questo un pesce, subito dopo pescato ha già il corpo rigido. E se invece il corpo è floscio? Vuol dire che il pesce è lì da un po’ di giorni e quindi è meglio non acquistarlo.

Le branchie devono essere di un rosso acceso e umide: per valutare la freschezza del pesce apritele e, se trovate delle gocce di sangue, ancora meglio, significa che non ha avuto il tempo di coagularsi e che quindi è fresco. Le squame, invece, devono essere aderenti al corpo. Se il colore è marroncino o rosso scuro, vuol dire che il pesce è stato pescato già da alcuni giorni.

Consigli e trucchi per riconoscere il pesce fresco non solo in pescheria.

Scopriamo ora alcuni trucchi e consigli utili per capire quando il pesce è fresco, non solo quando lo acquistiamo in pescheria o al mercato, ma anche quando lo cuciniamo o dobbiamo mangiarlo al ristorante.

  • Anche a casa possiamo capire se il pesce è fresco: ve ne accorgerete soprattutto nel momento dell’eviscerazione: se le interiora sono liquefatte e l’odore è sgradevole, vuol dire che il pesce non è fresco. Se non volete eviscerarlo voi, fatelo fare al momento dell’acquisto, ma chiedete di poter guardare mentre svolge l’operazione, ne avete tutto il diritto.
  • Come riconoscerlo nel banco dei surgelati?: anche in questo caso valgono le regole dei banchi della pescheria. Di solito però nei supermercati troviamo in vendita pesci d’allevamento e, in questo caso, fate attenzione alla provenienza: quelli italiani sono più magri perchè sottoposti a regole più rigide, vengono infatti nutriti con mangimi a basso contenuto di grassi e antibiotici. preferite poi quelli allevati in mare, in quanto hanno più spazio per nuotare e si alimentano in modo più naturale.
  • Al ristorante chiedete di vedere il pesce che cucineranno: oltre a valutare l’odore, gli occhi e le branchie, valutate se i peschi che vi presentano sono quasi uguali per dimensione e peso, ciò significa infatti che si tratta di pesci di allevamento. Valutate poi anche il sapore, il pesce non dovrà essere secco e stopposo ma nemmeno troppo ricco di condimento: in questo caso può essere utilizzato per camuffare un pesce surgelato presentanto come fresco.
  • Imparate la differenza tra quello fresco e decongelato: il pesce decongelato ha l’aspetto simile al pesce non fresco, quindi ha tutte le caratteristiche negative di cui abbiamo parlato, tra cui corpo non rigido, occhi opachi, ecc…Da non demonizzare invece il pesce surgelato in quanto tutto dipende dalla qualità: molti ristoranti famosi infatti utilizzano, soprattutto gamberi, poli e seppie e ciò ne assicura una maggiore freschezza, in quanto si tratta perlopiù di prodotti pescati in mari lontani che altrimenti non arriverebbero freschi a destinazione.

Fonte: Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

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Scritto da Giuseppe Capano il 23 giugno 2017 – 22:41

Fiore di sambuco 318Alzandosi un po’ di quota è ancora possibile procurarsi un po’ di fiori di sambuco, albero spesso conosciuto più che altro per le bacche nero-violacee che maturano nella tarda estate e che mescolate ad altri frutti di bosco come le more si utilizzano per preparare marmellate e confetture di frutta.
Gli affascinanti fiori a ombrella bianchi con lievi sfumature gialle sbocciano tra maggio e giugno e si rivelano molto utili per le loro proprietà emollienti delle vie respiratorie, un aiuto naturale ed efficace nei casi di febbre e raffreddore per favorire la guarigione.

Ma a noi interessa più che altro il risvolto in cucina e nell’ambito di pentole e fornelli possono essere usati in alcune tipiche preparazioni.
Purtroppo però sono spesso fritti e quindi si pregiudicano troppo con questo metodo di cottura le loro caratteristiche positive di partenza che sarebbe bene non sprecare troppo.
In alternativa si possono realizzare sciroppi dolci concentrati da usare con moderazione in pasticceria o bevande molto caratteristiche, tanto è vero che di recente una nota marca di bibite ha lanciato un prodotto da bere proprio a base di sambuco vantandone mille qualità!
Ma piuttosto che andare in un supermercato a prendere bevande i cui contenuti sono da verificare bene meglio camminare per colline e monti dove si trovano facilmente alberi di sambuco.
Una bella passeggiata nella natura dove vi consiglio di fare una certa scorta dei suoi fiori se non per le vostre chicche di cucina per portarvi a casa i vantaggi terapeutici.
Meglio se raccogliete le ombrelle dopo una giornata di pioggia in modo da evitare di lavarli successivamente compromettendo la conservazione corretta che avviene tramite essiccazione legandoli in mazzetti appesi in un luogo buio e secco o in un essiccatore elettrico a bassa temperatura dopo averli scossi un po’ per far uscire eventuali insetti. Quando saranno completamente secchi vi basterà separare le corolle diventate giallo scure dagli steli e conservare il tutto in barattoli di vetro o sacchetti di carta al buio.
Al momento del bisogno preparate un infuso con uno o due cucchiai di fiori essiccati per tazza d’acqua, da lasciare in infusione 15 minuti.
In cucina, invece, provate ad usarli come primo approccio in un risotto, mettetene una parte nel soffritto con la cipolla e una parte minoritaria verso fine cottura e gustatevi tutta la loro particolarissima bontà!!!
Altre valide alternative sono originali frittate ai fiori di sambuco, pane e ciambelle salate, intriganti biscotti mescolando i fiori con zenzero e cannella.

Fiore di sambuco 518

Tags: erbe di campo, fiori, sambuco
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Scritto da Giuseppe Capano il 19 giugno 2017 – 21:15

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino particolare 318Approfondisco oggi lo studio che citavo ieri sull’alimentazione dei bambini quando sono ospiti graditi dei loro nonni che spesso sono indecisi e titubanti su cosa è corretto somministrare ai loro amati nipoti quando sono a tavola e negli spuntini extra pasti.
Lo studio pubblicato su International Journal of Obesity evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

Si tratta allora di fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che nel periodo estivo assume un importanza particolare.
Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell’obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se “molto in carne”.
Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!
La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po’ con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l’idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.
Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno “abbastanza”.
Allo stesso tempo evitare che nell’arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.
Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.
A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.
Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.
Ma siccome poi servono anche idee pratiche a tavola ecco entrare in campo il mio ruolo e la richiesta del Corriere di fornire una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti.
Quella che trovate di seguito completa di dosi (basse perché riportate a dei bimbi), descrizione e foto!!!

Primo rinfrescante estivo con orzo

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 g di orzo perlato,
  • 250 g di pomodorini,
  • 200  g di ceci lessati,
  • 1 cucchiaino di rosmarino fresco tritato,
  • ½ cucchiaino di buccia di limone grattugiata,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Lessare l’orzo in abbondante acqua bollente leggermente salata per 30 minuti circa, scolarlo e raffreddarlo bene in acqua corrente.
  2. Meglio però sarebbe cuocere l’orzo mettendolo in pentola con 600 ml abbondante di acqua fredda, portandolo a ebollizione e lasciando aspettare di far assorbire tutto il liquido (circa 30 minuti), in seguito salarlo poco e stenderlo in un vassoio sgranandolo con una forchetta fino a raffreddamento.
  3. Schiacciare parzialmente i ceci con una forchetta eliminando se si preferisce la pellicina esterna, condirli con 3-4 cucchiai di olio e il rosmarino tritato, saltarli in padella per 5 minuti e raffreddarli.
  4. Lavare e tagliare in piccoli spicchi i pomodorini, mescolarli con l’orzo freddo, la buccia di limone e i ceci freddi regolando di sale.

Tags: ceci, limoni, olio extravergine d’oliva, orzo, pomodori, rosmarino
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E’ davvero possibile aumentare le dimensioni del seno in maniera del tutto naturale senza l’aiuto dell’intervento chirurgico? Anche se potrebbe sembrare assurdo la risposta è sì. Le soluzioni, per avere un seno grande, sono tante. Quali sono?

Uno dei metodi per aumentare le dimensioni del seno sono i massaggi. Massaggiare il seno rappresenta un trucco molto utilizzato per accrescerne il volume. Bastano trenta minuti al giorno ed una buona dose di pazienza per ottenere il risultato tanto desiderato, anche in un mese.

Attraverso i massaggi la circolazione sanguigna aumenta portando una maggiore quantità di ormoni fitoestrogeni responsabili della crescita del seno. Con i massaggi aumenta anche la produzione di prolattina un altro ormone la cui azione è direttamente collegata alle dimensioni del seno.

Massaggi del seno: ecco come procedere

Il primo passo da fare è di strofinare le mani così da aumentarne l’energia ed il calore. Successivamente è possibile applicarle sui seni strofinando verso destra, sul seno di destra e verso sinistra sul seno sinistro. Un movimento semplice, ma da realizzare con la sufficiente energia per trecento volte.

E’ utile alternare, ogni quindici minuti, il massaggio con una pausa durante la quale sarà necessario strofinare le mani per aumentarne il calore e garantire l’energia necessaria.

L’alimentazione

Anche il cibo può rappresentare un metodo efficace per aumentare il seno. Un ruolo di fondamentale importanza quello dell’alimentazione visto che, molto spesso,uno dei motivi delle dimensioni insufficienti è la mancanza di estrogeni. Basta assumerne una dose sufficiente per risolvere il problema. Ma quali sono gli alimenti più ricchi di ormoni?

I semi di anice, i cibi a base di soia, il pollo, la frutta in generale, gli ortaggi, i semi di girasole e di lino rappresentano gli alimenti da consumare.

Ma sono i grassi sani a rappresentare un rimedio semplice per ottenere le forme desiderate. In questo caso  il burro di arachidi, l’olio di oliva, le noci, l’avocado e tutte le varianti di pesce, sono i cibi da consumare.

Naturalmente l’assunzione eccessiva di grassi può comportare anche ricadute tutt’altro che piacevoli sul corpo. Stare bene attenti ad evirare di ingrassare è quindi indispensabile. Ma se nemmeno l’alimentazione riesce a garantire i risultati sperati?

 SenoMax Gel: un seno più grande in poco tempo

Ottenere le dimensioni che hai sempre desiderato è possibile grazie ad una crema, del tutto naturale senza controindicazioni per la salute. Si tratta di SenoMax Gel, uno dei prodotti più utilizzati.

Gli ingredienti di SenoMax sono l’olio di germe di grano, un prodotto ricco di vitamina E, sostanza indispensabile per la rigenerazione della pelle. L’olio di germe di grano rende il seno  tonico stimolandone la crescita. L’estratto di liquirizia, invece, grazie a dei componenti simili agli estrogeni, agisce sulle dimensioni del seno mentre gli effetti antiossidanti renderanno la pelle liscia.

 

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Se ci pensiamo curiamo in maniera molto attenta, quasi maniacale la sicurezza e la salubrità dei luoghi in cui passiamo molto tempo. Chissà perchè però l'auto non è considerata come un “luogo” e per questo la sua cura passa sicuramente in secondo piano rispetto alla casa o all'ufficio. Un po' per noncuranza, un po' per negligenza spesso la sicurezza dell'auto viene curata poco, esponendoci a rischi a volte importanti.

Insieme alla carrozzeria di Udine Autronica vedremo come guidare sicuri ed in salute.

Partiamo dai freni che dovrebbero essere controllati almeno una volta all'anno in quanto elemento chiave della sicurezza alla guida. Affidiamoli al nostro autoriparatore di fiducia perchè controlli pastiglie, ganasce ma anche l'eventuale presenze di “gioco sul pedale” del freno. Freni efficienti possono fare la differenza in caso di frenata soprattutto se improvvisa. Vanno in appaiata con i freni, quando si tratta di arrestare repentinamente l'auto, gli pneumatici. Controlliamo il battistadra, valutiamo la possibilità di invertire le varie gomme. Quanto alla sostituzione in toto dei pneumatici essa, se le gomme sono di buona qualità, dovrebbe essere presa in considerazione ogni 40.000 – 50.000 kilometri.

Infine una volta all'anno, possibilmente in corrispondenza della primavera, sottoponiamo i filtri di radiatore e climatizzatore ad un intervento di pulizia e sostituzione filtri per evitare l'insorgenza di patologie respiratorie specie quelle connesse a pollini o impurità nell'aria.

Quando guidiamo per più di 2-3 ore valutiamo la possibilità di fare una pausa di almeno 10 minuti, per sgranchire un po' gli arti, idratarci a dovere e magari prendere un caffè qualora ci sentissimo poco svegli.

Facciamo anche attenzione quando ci fermiamo in Autogrill per pranzare. Evitiamo di eccedere con il cibo soprattutto quello ricco di zuccheri e carboidrati. Pensiamo sempre che i colpi di sonno capitano quando si guida a notte fonda ma anche i pranzo può troppo “soporifero” può farci risultare meno lucidi alla guida.

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a un grande cambiamento per quel che concerne la concezione del bagno.
Un tempo considerato esclusivamente come ambiente di servizio si è trasformato in una vera e propria camera dove non pensare solo all’igiene, ma anche a rilassarsi e a dedicarsi alla bellezza.
Vasca, doccia, lavabo e sanitari sono ovviamente presenti con linee molto spesso ricercate, ma ciò che rende un bagno davvero speciale sono gli accessori e sono davvero molti i produttori che mettono alla prova i loro designer per offrire degli articoli esclusivi e di fascino. Insomma, portasaponi, portasciugamani, portarotoli, scovolini, ma anche il semplice bicchiere dove inserire gli spazzolini da denti si sono trasformati in oggetti preziosi che sanno rendere quasi magica l’atmosfera del bagno.

I produttori di accessori bagno hanno iniziato a selezionare con grande attenzione i materiali e hanno puntato tutto sullo stile, uno stile lineare ed elegante che segue gli ultimi dettami dell’arte moderna e che rende il bagno una vera e propria stanza d’autore. Questa potrebbe sembrare un’affermazione azzardata, ma basta sfogliare i cataloghi di produttori di fama internazionale per rendersi conto che così non è. Naturalmente sono italiani i marchi più prestigiosi di accessori per il bagno e, tra essi, spiccano nomi come Bertocci, Colombo Design e l’innovativa Regia; se invece vogliamo varcare i confini, ecco che il tedesco Decor Walther e lo spagnolo Pomd’Or sono i brand che sanno maggiormente distinguersi.

La fiorentina Bertocci è un’azienda che vanta quasi novanta anni di storia e che si è affermata grazie alle sue proposte di prodotti sempre innovativi. I suoi accessori vedono l’uso del metallo cromato, soprattutto acciaio, ma non disdegnano la più classica ceramica rivista in chiave moderna con forme rigorose e semplici. Per un bagno di vera classe ecco poi il cristallo satinato che sa impreziosire gli accessori con un tocco di raffinatezza.

Colombo Design ama invece giocare con i metalli e le loro leghe, d’altra parte l’azienda è nata come produttrice di maniglie e acciaio cromato o satinato e ottone sono i materiali con i quali realizza i suoi accessori dallo stile davvero curatissimo.
Ogni oggetto è frutto di ricerca e le linee quasi futuristiche creano un’atmosfera particolare in bagno.
La lombarda Regia porta invece una ventata di aria nuova perché vede l’impegno di tanti giovani designer che amano miscelare materiali diversi per ottenere effetti inusuali. Ecco allora il legno, essenze particolari ed eleganti come il legno Iroko e l’acero frisé che si abbinano molto spesso al vetro, ma la vera novità sta nel colore. I creativi di Regia giocano con le più vivaci tonalità per completare dei bagni dove regna l’allegria. Grandissima qualità dei materiali e un design funzionale dalle linee rigorose sono le caratteristiche che contraddistinguono Decor Walther che predilige l’acciaio.

Chi invece preferisce le linee classiche rivisitate non può fare a meno di consultare il catalogo Pomd’Or: gli spagnoli hanno provato a ridisegnare il liberty e il vintage il risultato è davvero pregevole.

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E quando è necessario ricorrere a uno psicologo per migliorare il giudizio che si ha di se stessi? Ecco qualche spunto di riflessione.

Il concetto di autostima

Il Prof. Piergiorgio Battistelli, docente di Psicologia nelle Università prima di Urbino e poi di Bologna, provò spiegare il concetto di “autostima” definendola: “Insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso”. Tuttavia il concetto di autostima è così complesso che racchiuderlo in un concetto o una frase è difficile. Tra l’altro, anche se nel parlare comune la locuzione “avere fiducia in se stessi” e il termine “autostima” si attribuisce l’identico significato (infatti, si usano indifferentemente), nel linguaggio professionale si fa una distinzione.

“Avere fiducia in se stessi” per molti psicologi significa sapere affrontare le situazioni senza l’aiuto di nessuno. “Avere autostima di sé”, invece, vuol dire saper valutare con obiettività e un pizzico di ottimismo le proprie specificità. In poche parole, l’autostima è la valutazione che diamo ogni giorno al nostro agire. Una valutazione che non è studiata a tavolino ma inconscia. Ovviamente l’autostima è direttamente proporzionale al credo che abbiamo in noi stessi e nelle nostre capacità.

Autostima e fattori esterni

Da quanto detto si capisce bene che l’autostima non è un valore assoluto. Per intenderci, la valutazione che facciamo di noi stessi non è immobile e tantomeno definitiva. Può cambiare, a seconda delle circostanze, in bene o in male. Ossia la nostra autostima può migliorare o peggiorare, e questo dipende molto anche da fattori esterni, dalla realtà intorno a noi che cambia e dalle persone che ci circondano. Un cambio di lavoro, di città o di partner, una disgrazia o un successo, sono tutti fattori esterni che influiscono, in un modo o nell’altro, sulla nostra autostima.

Autostima, come migliorare se stessi

Per migliorare se stessi, non basta leggere qualche eBook di un improvvisato esperto di “autostima” e nemmeno rivolgersi a improbabili manuali che promettono miracoli. Migliorare se stessi è un obiettivo serio che necessita di forza di volontà e costanza notevoli.

Migliorare la propria autostima significa imboccare un sentiero che porta ad acquisire sicurezza: prima tappa di un processo di crescita personale.

Le persone che credono in se stesse non faticano ad avere successo perché riescono a ispirare fiducia e, quindi, sono ammirate e, sovente, circondati da amici e affetti. Le persone che hanno fiducia in sé sono tutti dei “Rambo”. Assolutamente no. Hanno paura e soffrono come tutti gli altri. Però quelle paure e quelle sofferenze riescono ad affrontarle e, in più, sono pronti anche ad affrontare i rischi delle proprie scelte. Chi ha autostima vede la propria vita sotto una luce positiva. Le difficoltà ci sono sempre, ma si danno da soli fiducia quando devono affrontarle.

Come aumentare la propria autostima?

Chi ha fiducia in se stesso non è presuntuoso o arrogante. Sovente si confonde un narcisista con una persona sicura di sé. Ma un ego ipertrofico non sempre significa autostima. Al contrario, sovente l’arrogante nasconde paure e debolezze notevoli. Chi ha autostima ha una fiducia “sana” in se stessi. Che cosa significa? Intanto chi ha fiducia nelle proprie capacità, avendo rispetto per se stesso, ne ha sempre anche per il prossimo suo. Perciò non sarà mai arrogante. E poi, l’autostima è sempre legata alla certezza di poter migliorare la propria esistenza con la consapevolezza che per raggiungere tale obiettivo, basta proprio poco. Questo significa che anche se la Borsa crolla, se la crisi economica attanaglia l’esistenza, se la nostra auto è un rottame, se l’amore finisce, se perdo il lavoro, il mio valore (immenso) come essere umano, come persona resta invariato, non può diminuire con i soldi nel portafoglio. E chi ha raggiunto questa consapevolezza, si è incamminato sul percorso che porta alla crescita della propria autostima.

Autostima, quando chiedere aiuto allo psicologo

Quella della bassa autostima non è una condizione permanente. Questa è una verità che quanti sperimentano sulla propria persona la brutta esperienza della mancanza di fiducia, devono dare per scontata.

La propria autostima si può migliorare andando alla ricerca dei propri valori fondamentali. In primis, dunque, bisogna capire bene che cos’è il proprio “meglio” e che cosa si vuole per la propria vita. Poi bisogna imparare a riconoscere le emozioni distruttive per eliminarle e far spazio dentro di sé a emozioni più sane. Quelle emozioni belle che possono darci un grande aiuto nei momenti di difficoltà.

Anche lavorare sulla propria immagine, può aiutare. Un naso storto, i chili di troppo, un seno tropo piccolo o troppo grande, possono far precipitare l’autostima che, però, risale immediatamente appena lo specchio ci rimanda un’immagine di noi che ci soddisfa.

Ma anche in questo caso, quanti sono in grado di capire che il calo di autostima non dipende dai nostri reali bisogni ma da quelli degli altri? Vogliamo piacere a noi stessi o stiamo cercando di dare agli altri ciò che da noi si aspettano, a prescindere da noi? Leggere il libro della psiche non è facile, ecco perché ci sono gli psicologi che lo leggono per noi. Migliorare la propria autostima è essenziale per il benessere psicologico e, quindi, per migliorare la propria esistenza.

L’aiuto di uno specialista come la Dott.ssa Monia Ferretti, Psicologa e Psicoterapeuta, che fornisca consulenza psicologica presso lo studio o anche online (www.lopsicologoonline.it), in alcuni casi non è solo consigliabile ma, addirittura, indispensabile. Lo psicologo traccia per voi, e con voi, un percorso personalizzato che porta dritto al potenziamento della vostra autostima.

 

La soluzione per liberarci della negatività e migliorare la nostra esistenza c’è ed è tutta nelle nostre mani. I consigli sono utili, soprattutto per chiarirsi le idee, ma se vogliamo davvero stare meglio, abbiamo solo una strada: chiedere aiuto a un bravo e accreditato specialista.

 

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Praticare sport non deve essere una regola per gli adulti, infatti l’ideale sarebbe indirizzare anche i bambini sulla scia del benessere fisico e della perfetta forma fisica. Quando si tratta di bambini però bisogna sempre stare molto attenti alla scelta dello sport. In casi come questi non bisogna mai indirizzare di controvoglia il bambino verso una disciplina che non gli piace, ciò toglierebbe tutto il divertimento. Ma quali sono gli sport scelti maggiormente dai più piccoli?

Scuola Nuoto

Il nuoto è lo sport che i più piccoli considerano divertente. L’idea di essere a contatto con l’acqua come avviene in estate è una cosa così tanto piacere da non far pesare la mole di lavoro durante gli allentamenti. Inoltre questo è un tipo di sport cape di influire notevolmente durante la crescita, degli studi scientifici infatti hanno dimostrato che se si comincia a praticare il nuoto intorno ai quattro questo avrà degli effetti notevoli sull’altezze. (È possibile incrementare la crescita in altezza anche di quattro centimetri).

Mountain Bike

Se in casa avete dei bambini vivaci e amanti della velocità quale sport migliore del ciclismo? Questo permetterà al vostro bambino di sfogare tutta l’adrenalina, anche i più piccoli guardano in modo diffidente questo sport. Per capire però se i vostri figli sono attratti dal ciclismo sarà sufficiente portarlo in un negozio di abbigliamento mountain bike e vedere se ne resterà positivamente folgorato, in caso contrario è meglio non insistere.

Danza

Classica, moderna, pop… Qualunque disciplina sia se notate che vostro figlio ha un particolare senso del ritmo fate in modo che lo coltivi con la danza. Se, come la maggior parte delle mamme, avete paura per la crescita fisica (soprattutto per quanto riguarda l’altezza) fate in modo che il bambino o bambina faccia anche un altro sport. In casi come questi l’ideale sarebbe alternarsi tra danza e piscina.

Questi sono gli sport più scelti dai bambini per un semplice motivo, tra allenamento e disciplina, tali discipline non tolgono tempo al divertimento, spesso troppo sottovalutato dai genitori. Se un bambino sceglierà uno sport grazie al quale è sicuro di divertirsi, cari genitori state pur certi che questo lo farà anche con passione. Inoltre questo aspetto darà ai genitori anche un’altra sicurezza che riguarda la costanza, ciò significa che essendoci passione e divertimento lo sport scelto dal bambino crescerà con lui aprendo le porte anche dell’agonismo.

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